Milano, 7 febbraio 2026 – Piazza Affari chiude in positivo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,3%, chiudendo a 45.963 punti. La spinta decisiva è arrivata nell’ultima mezz’ora, quando gli investitori hanno intensificato gli acquisti su alcuni titoli di punta. A fare da traino sono stati soprattutto Buzzi Unicem, Prysmian e Tim, mentre Stellantis ha proseguito nella sua caduta, appesantita dai costi legati al cambio di rotta verso l’auto elettrica.
Ftse Mib corre con Buzzi, Prysmian e Tim in testa
Nel dettaglio, Buzzi Unicem ha chiuso in rialzo del 3,63%, seguita da Prysmian (+3,1%) e Tim (+3%). Quest’ultima ha beneficiato di uno studio di Bloomberg Intelligence che ha rilanciato le prospettive del settore telecomunicazioni in Europa. “Il comparto dà segnali di ripresa dopo mesi di incertezza”, ha commentato poco prima della chiusura un analista di una grande banca milanese. Gli investitori hanno risposto con acquisti decisi, soprattutto su Tim, che nelle settimane scorse aveva vissuto una certa volatilità.
Banche in luce: Bper e Mediobanca spingono il settore
Tra i bancari, si è distinta Bper Banca con un +2,59%, sostenuta dai risultati trimestrali che hanno convinto il mercato. Bene anche Mediobanca, salita del 2,35%. Gli analisti, raccolti da Bloomberg, stimano un utile netto vicino ai 300 milioni di euro per il secondo trimestre. “Il mercato guarda con attenzione alle strategie di crescita e alla capacità di fare utili in un contesto ancora incerto”, ha spiegato un gestore a alanews.it.
Stellantis affonda dopo il colpo sull’elettrico
Sul fronte opposto, giornata nera per Stellantis, che ha perso il 23,88%. Le vendite si sono scatenate dopo l’annuncio di oneri straordinari per 22,2 miliardi legati alla svolta sull’auto elettrica. La notizia ha spiazzato molti investitori. “Il mercato teme che la transizione sarà più lunga e costosa del previsto”, ha ammesso un trader della City milanese. Il tonfo di Stellantis ha trascinato al ribasso anche altri titoli del settore auto e lusso.
Altri titoli in rosso: Banco Bpm, Recordati e Moncler
Tra le blue chip in calo spiccano Banco Bpm (-1,39%), Recordati (-1,25%), Ferrari (-1,1%), Moncler (-1%) e Brunello Cucinelli (-0,7%). Banco Bpm ha pagato le prese di profitto dopo il recente rally. Recordati e Ferrari hanno risentito della debolezza dei settori farmaceutico e automobilistico a livello europeo. Da segnalare anche il nuovo calo di Bff Bank, che tra le small cap ha lasciato sul terreno il 4,97%.
Spread stabile, rendimenti in lieve calo
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund decennali si è fermato a 62,2 punti base. Il rendimento del Btp è sceso al 3,46% (-0,2 punti), mentre quello del Bund è salito al 2,84% (+0,3 punti). Un segnale di prudenza da parte degli investitori, in attesa dei prossimi dati macro europei.
La giornata conferma un clima di cautela ma anche di attenzione selettiva sui mercati italiani. Gli operatori puntano a valutare bene i fondamentali delle singole società e guardano con interesse alle prospettive dei settori più esposti ai cambiamenti normativi e tecnologici.










