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Cecchini italiani a Sarajevo: spuntano nuovi sospetti, tra cui un banchiere

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Cecchini italiani a Sarajevo: spuntano nuovi sospetti, tra cui un banchiere
Cecchini italiani a Sarajevo: spuntano nuovi sospetti, tra cui un banchiere
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Milano, 7 febbraio 2026 – Un pensionato di 80 anni, ex camionista di Savorgnano (San Vito al Tagliamento), sarà ascoltato lunedì 9 febbraio dal pubblico ministero a Milano nell’inchiesta sui presunti cecchini italiani a Sarajevo durante la guerra nella ex Jugoslavia. L’uomo, già indagato per omicidio volontario aggravato, è il principale sospettato. Ma nelle ultime ore la lista degli indagati si è allargata: altri tre italiani sono finiti sotto la lente della procura, tra cui un banchiere triestino.

Caccia agli italiani a Sarajevo: nuovi nomi nell’inchiesta

Secondo quanto ricostruito dalla procura guidata da Marcello Viola e dal pm Alessandro Gobbis, il gruppo dei cosiddetti “safaristi italiani” – uomini che avrebbero pagato per partecipare a vere e proprie battute di caccia umana sulle colline di Sarajevo – ora include un professionista del Nord Italia, un ex alpino della Carnia e un banchiere di Trieste. La presenza di figure così diverse, spiegano fonti della procura, sposta il raggio d’azione dell’indagine: non più solo Friuli o Veneto, ma anche Piemonte e Friuli occidentale.

Il professionista piemontese, secondo le prime verifiche, avrebbe fatto diversi viaggi in Bosnia tra il 1992 e il 1995. L’ex alpino risulta invece essere stato nell’Unprofor, la forza di pace dell’Onu, ma secondo l’esposto che ha avviato l’indagine avrebbe avuto un ruolo ben diverso da quello ufficiale. Il banchiere triestino, infine, compare in alcune testimonianze raccolte dalla procura.

Passaporti, biglietti e soldi: il prezzo della “caccia”

Gli inquirenti stanno passando al setaccio passaporti, documenti di viaggio e biglietti aerei degli indagati. Dagli atti emerge che per partecipare a queste spedizioni si sarebbe pagato fino a cento milioni di lire. Una cifra molto alta per quegli anni. “Si pagava per sparare a donne e bambini dalle colline”, si legge in una delle testimonianze raccolte.

Al momento, spiegano fonti giudiziarie milanesi, non sono stati emessi altri inviti a comparire. Ma l’indagine resta aperta. “Le verifiche continuano su più fronti”, conferma una fonte vicina al fascicolo.

La famiglia difende l’ex camionista: “Smentirà tutto”

La famiglia dell’80enne di Savorgnano respinge ogni accusa. “Sicuramente parlerà, eccome – ha detto la nuora – smonterà tutto in pochi minuti”. I parenti sottolineano che l’uomo aveva sette armi in casa, tutte regolarmente registrate. “È una bufala – insiste la famiglia – e poi avete guardato su Facebook? Lì si trova tutto per capire. Hanno coinvolto persone innocenti solo per fare un documentario o un libro”.

L’avvocato Giovanni Menegon, che difende il pensionato, conferma la volontà del suo cliente di collaborare: “Non intende avvalersi della facoltà di non rispondere. Vuole dimostrare la sua estraneità ai fatti”. In paese, l’ex camionista è conosciuto come “un tipo burbero, che le sparava grosse”, ma anche come una persona spesso irascibile e solitaria.

Testimonianze e misteri sul passato

Le accuse contro gli indagati si basano su una serie di testimonianze raccolte negli ultimi mesi. Alcuni testimoni raccontano di confidenze fatte dagli stessi sospettati negli anni dopo la guerra. In particolare, il pensionato friulano sarebbe stato “inchiodato” da racconti su presunte ammissioni private.

Non mancano però le ombre. Secondo una denuncia di un giornalista croato, almeno tre testimoni chiave sono morti in circostanze sospette negli ultimi anni. Un dettaglio che aggiunge inquietudine a una vicenda già complicata.

Un’indagine che va avanti

L’inchiesta sui presunti cecchini italiani a Sarajevo è ancora in pieno svolgimento. L’interrogatorio di lunedì è solo una tappa. Potrebbero arrivare nuovi sviluppi nelle prossime settimane. “Ci sono le carte che parlano – assicura la famiglia dell’80enne – e l’avvocato ha tutto sotto controllo”. Per ora, però, non ci sono certezze. Solo domande e una verità ancora tutta da scoprire.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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