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Pirelli respinge la sfida cinese su Cyber Tyre: cosa c’è dietro?

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Pirelli respinge la sfida cinese su Cyber Tyre: cosa c'è dietro?
Pirelli respinge la sfida cinese su Cyber Tyre: cosa c'è dietro?
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Milano, 6 febbraio 2026 – Ieri sera il consiglio di amministrazione di Pirelli ha detto no alla proposta della China National Tire & Rubber Corporation (controllata da Sinochem, principale azionista del gruppo) sulla separazione del business Cyber Tyre. La decisione, presa con 9 voti a favore e 5 contrari, è stata resa nota questa mattina con un comunicato ufficiale.

Cyber Tyre: il cuore del dibattito e la posizione del management

Il ceo Andrea Casaluci ha spiegato perché il gruppo è contrario a dividere il comparto Cyber Tyre dal resto delle attività. “Le attività Cyber Tyre devono restare integrate, anche dal punto di vista organizzativo e funzionale, con il resto del Gruppo”, si legge nel comunicato. Una linea sostenuta dalla maggioranza dei consiglieri presenti, secondo fonti interne.

Il management ha avvertito che creare una società separata dedicata al business Cyber Tyre sarebbe impossibile senza danneggiare in modo irreparabile il modello di Pirelli. Un modello che si basa su uno scambio continuo di informazioni tra tecnologia, innovazione, sviluppo prodotto, produzione e vendita.

Il rischio per brevetti e know-how

Il nodo più delicato riguarda la gestione dei brevetti e del know-how. Secondo il gruppo, trasferire i brevetti del Cyber Tyre a una nuova società significherebbe “bloccare il loro uso libero da parte di Pirelli”, privando l’azienda di competenze essenziali. Una scelta, secondo il board, “in netta contraddizione con i principi dello Statuto”.

Non solo. Il management ha sottolineato che questa mossa porterebbe a un “rallentamento e impoverimento tecnologico”, minando il vantaggio competitivo e la posizione di guida di Pirelli nel campo degli pneumatici innovativi. In pratica, la separazione rischierebbe di indebolire tutto il gruppo a livello globale.

Conti e regole: i nodi economici e normativi

Sul tavolo anche le conseguenze finanziarie. Secondo le stime presentate in consiglio, la separazione comporterebbe “minori sinergie e costi maggiori per dover duplicare strutture operative”. Un rischio concreto di “perdita di valore” e “meno solidità finanziaria” per il gruppo. Fonti vicine al dossier spiegano che raddoppiare laboratori, centri ricerca e personale tecnico peserebbe sui conti.

C’è poi il capitolo delle normative internazionali. La nota chiarisce che la proposta non supererebbe nemmeno i limiti imposti dalle leggi statunitensi sul controllo delle tecnologie. Un dettaglio che, secondo alcuni consiglieri, ha avuto peso nella decisione finale.

Reazioni e cosa ci aspetta

La scelta del cda arriva dopo settimane di confronto tra i soci italiani e quelli cinesi guidati da Sinochem. Fonti interne riferiscono che chi era contrario alla linea di Casaluci temeva ripercussioni nei rapporti con il partner asiatico. Ma la maggioranza ha deciso di mettere al primo posto la salvaguardia del modello industriale Pirelli.

Nei prossimi giorni potrebbero esserci nuovi sviluppi. Da Milano filtrano voci su un possibile nuovo round di trattative con Sinochem o altre strategie per valorizzare la partecipazione cinese. Per ora, però, la strada è chiara: Cyber Tyre resta dentro Pirelli, con tutte le sue competenze e tecnologie.

Il titolo Pirelli ha aperto oggi a Piazza Affari senza scossoni. Gli analisti attendono ora le reazioni dal mercato asiatico e dagli altri soci internazionali. Intanto, in via Bicocca, si punta a rafforzare le sinergie interne e consolidare la leadership nel settore degli pneumatici intelligenti.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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