Venezia, 6 febbraio 2026 – Dal prossimo 11 febbraio fino al 7 giugno, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano la mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”. Curata da Roberta Battaglia e Cristiana Sburlino, l’esposizione riunisce dopo più di due secoli le tele del ciclo “Storie della Genesi” di Jacopo Tintoretto, capolavori realizzati a metà Cinquecento per la Scuola della Santissima Trinità. Un ritorno importante, frutto di anni di lavoro e di una collaborazione internazionale, come sottolineano le curatrici.
Le tele disperse tornano a casa
Per la prima volta dalla dispersione avvenuta agli inizi dell’Ottocento, tre opere delle Gallerie — La creazione degli animali, Il peccato originale e Caino uccide Abele — si ricongiungono con il dipinto Adamo ed Eva davanti all’Eterno, prestato eccezionalmente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Un evento raro che, spiega Battaglia, “permette di rivedere il ciclo nella sua interezza, proprio come Tintoretto lo pensò per la confraternita veneziana”.
L’ultima volta che queste tele sono state esposte insieme risale a prima del 1807, anno in cui la Scuola della Santissima Trinità venne chiusa e le opere si dispersero tra collezioni pubbliche e private. “Solo ora — precisa Sburlino — possiamo restituire al pubblico il senso originale di questo racconto pittorico”.
Un restauro che ha fatto riemergere dettagli nascosti
La mostra è il risultato di un lungo restauro, svolto tra febbraio 2024 e gennaio 2025 dalla restauratrice Claudia Vittori. Grazie ai fondi della Foundation for Italian Art & Culture di New York e del Cincinnati Art Museum, sono state rimosse vecchie vernici ingiallite e patine che avevano offuscato i colori autentici. “Abbiamo riportato alla luce una luminosità sorprendente — racconta Vittori — e dettagli paesaggistici che in Tintoretto giocano un ruolo centrale”.
Il restauro è stato anche preparatorio per la mostra americana “Tintoretto’s Genesis”, ospitata nel 2025 al Cincinnati Art Museum. Questo passaggio internazionale ha rilanciato gli studi sulle tecniche dell’artista veneziano.
Dentro la pittura di Tintoretto
Il percorso espositivo, ideato da Battaglia e Sburlino con il supporto tecnico di Maria Antonietta De Vivo, mette in luce le scoperte emerse dalle analisi scientifiche. I visitatori possono scoprire da vicino come lavorava Tintoretto: un unico grande tessuto per le tre tele principali, schizzi preparatori tracciati a carboncino e pennello, cambiamenti fatti durante la realizzazione.
“Vogliamo mostrare non solo il quadro finito — spiega De Vivo — ma anche il percorso creativo, con ripensamenti e prove”. In sala, un video ricostruisce la storia della Scuola della Santissima Trinità, che si trovava nell’area oggi occupata dalla Dogana de Mar.
Un tuffo nella Venezia del Cinquecento
L’allestimento guida il pubblico in un viaggio nella Venezia del XVI secolo, tra confraternite religiose e innovazione artistica. Le “Storie della Genesi” sono tra i primi lavori in cui il paesaggio naturale diventa protagonista nella pittura di Tintoretto. “È una svolta importante — sottolinea Battaglia — che apre la strada a soluzioni poi riprese da altri grandi maestri”.
La mostra offre anche approfondimenti sulla tecnica e sul restauro, grazie a materiali multimediali e pannelli esplicativi. “Vogliamo coinvolgere non solo gli esperti — aggiunge Sburlino — ma anche chi si avvicina a Tintoretto per la prima volta”.
Un’occasione da non perdere per tutti
L’esposizione rappresenta un’opportunità rara per studiosi, studenti e visitatori di vedere insieme le quattro tele della Genesi. Le Gallerie dell’Accademia hanno previsto aperture straordinarie nei fine settimana e visite guidate su prenotazione. I biglietti sono disponibili online e in biglietteria, in Campo della Carità.
“È un momento atteso da anni — conclude Battaglia — che restituisce a Venezia un pezzo fondamentale della sua storia artistica”. Eppure, dietro ogni tela restaurata, resta la traccia del tempo: una sottile patina che racconta storie di fede, arte e memoria collettiva.










