Padova, 6 febbraio 2026 – Un tassista di 73 anni ha salvato la vita a un cliente colto da infarto durante una corsa mattutina, riconoscendo i sintomi e portandolo d’urgenza in ospedale. È successo a Padova, il 26 gennaio scorso, quando Gino Stellini, volto noto tra i tassisti della città, si è trovato davanti a una situazione che, come racconta lui stesso, “non era una semplice indisposizione”. Il passeggero, un uomo di circa sessant’anni con accento napoletano, era diretto ad Abano Terme, ma la corsa ha preso una piega inaspettata.
Quel segnale che non poteva ignorare
“Era una mattina come tante”, racconta Stellini, seduto sul sedile del suo taxi bianco, “ma ho subito notato che respirava a fatica, era pallido e sudato”. Il cliente, salito poco dopo le otto vicino alla stazione, aveva chiesto di essere portato in via Cesare Battisti ad Abano. Ma già dopo pochi minuti qualcosa non quadrava. “Mi ha detto che aveva un forte dolore al braccio sinistro”, ricorda il tassista. E guardando dallo specchietto retrovisore la bocca leggermente storta dell’uomo, Gino ha capito che i segnali erano ben più seri.
Non era la prima volta che si trovava davanti a passeggeri indisposti, ma questa volta – confida – “ho pensato subito all’infarto”. Una certezza che viene dagli anni, tra documentari e serie tv. “Sono appassionato di medicina”, dice con un sorriso, “e guardo spesso ‘Dr. House’. Da lì ho imparato a osservare senza sottovalutare nulla”.
Contro il tempo, verso l’ospedale
La decisione è stata immediata: cambiare rotta e correre al pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Padova. “Ogni secondo contava”, spiega Gino. Durante il tragitto, poco più di dieci minuti nel traffico mattutino, ha cercato di tenere il passeggero sveglio e calmo. “Gli ho detto di respirare piano, di restare con me”, racconta. Il taxi è arrivato davanti al pronto soccorso alle 8.25, dove il personale ha subito preso in cura l’uomo.
La cooperativa dei tassisti conferma che l’intervento rapido è stato decisivo. “L’ospedale ci ha aggiornati: il cliente si è ripreso”, dicono i colleghi di Stellini. Una notizia che ha portato sollievo e orgoglio tra chi ogni giorno gira per le strade della città.
Il sorriso di chi ha fatto la cosa giusta
Per Gino Stellini, la vera soddisfazione è arrivata dopo. “Sapere che sta bene è stata una gioia”, confida. Non conosce il nome del passeggero – “aveva l’accento napoletano, sui sessant’anni” – ma spera di rivederlo. “Mi piacerebbe berci un aperitivo insieme”, dice sorridendo. Un invito semplice, quasi un desiderio di normalità dopo quei minuti difficili.
La storia si è sparsa in fretta tra i tassisti e nei bar del centro città. Qualcuno lo ha fermato per strada: “Bravo Gino, hai fatto la cosa giusta”. Lui si schermisce: “Ho solo fatto quello che andava fatto”. Ma i colleghi sottolineano che a volte, proprio l’attenzione ai dettagli può fare la differenza.
Quando l’attenzione salva una vita
Il caso di Gino Stellini torna a far riflettere sull’importanza di riconoscere i segnali dell’infarto: dolore al braccio sinistro, pallore, sudorazione improvvisa, difficoltà a respirare. Segnali spesso sottovalutati o confusi con un malessere passeggero. “Non bisogna mai abbassare la guardia”, ripete Gino. “A volte basta solo guardare bene”.
I dati dell’Azienda Ospedaliera di Padova parlano chiaro: ogni anno sono più di 1.500 i casi di infarto trattati nei reparti d’urgenza della città. Arrivare in ospedale in fretta resta la chiave per salvarsi.
Nel frattempo, il tassista 73enne continua a girare per le strade di Padova. Con lo stesso sguardo attento – e forse qualche episodio di Dr. House in più nella memoria – pronto a cogliere quei segnali che possono davvero cambiare una vita.










