Milano, 5 febbraio 2026 – L’euro ha iniziato la giornata quasi immobile contro il dollaro, mentre si è leggermente rafforzato rispetto allo yen giapponese, almeno stando ai primi scambi nelle principali piazze europee. Alle 9.30, la moneta unica valeva 1,1830 dollari, con un modesto rialzo dello 0,09% rispetto a ieri. Contro lo yen, invece, ha toccato quota 185,0400, in crescita dello 0,51%. Un quadro che rispecchia l’attesa prudente degli operatori dopo una settimana segnata da dati economici contrastanti e dubbi sulle prossime mosse delle banche centrali.
Euro stabile sul dollaro: mercati in attesa delle mosse BCE e Fed
Negli uffici di Milano e Francoforte si respira un clima di cautela. Fonti di Intesa Sanpaolo e Unicredit confermano che gli operatori stanno seguendo con attenzione le prossime decisioni della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve. “Il mercato non si muove molto perché tutti aspettano segnali più chiari sulle politiche monetarie”, spiega un esperto di valute di Piazza Affari, evidenziando come la volatilità sia rimasta bassa negli ultimi giorni.
Gli analisti collegano la tenuta dell’euro sul dollaro a un mix di fattori: da un lato, i dati sull’inflazione nell’area euro pubblicati ieri sono risultati leggermente sotto le aspettative; dall’altro, negli Stati Uniti il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento, alimentando l’idea che la Fed possa rallentare i rialzi dei tassi. “Per ora nessuno vuole esporsi troppo”, confida un trader di una banca tedesca. “Si procede con prudenza”.
Euro in rialzo contro lo yen: la BoJ mantiene la rotta espansiva
Più vivace il movimento dell’euro contro lo yen giapponese, che questa mattina ha perso terreno dopo alcune dichiarazioni del governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda. Secondo l’agenzia Kyodo, alle 7.45 ora italiana Ueda ha ribadito la necessità di mantenere una politica monetaria “accomodante” almeno fino alla seconda metà dell’anno, per sostenere la ripresa dell’economia giapponese.
La reazione non si è fatta attendere: nelle prime ore di contrattazione a Tokyo, lo yen ha perso terreno contro tutte le valute principali, euro incluso. “Il gap tra i tassi resta ampio e questo pesa sullo yen”, commenta al telefono un gestore di fondi giapponese. Il cambio a 185,0400 è tra i più alti visti nelle ultime settimane.
Incertezza globale: occhi puntati su inflazione e crescita
Il quadro internazionale resta incerto. In Europa, l’attenzione è tutta sui dati sulla crescita del quarto trimestre 2025, in arrivo venerdì. Negli Stati Uniti, invece, si aspettano con interesse i numeri sull’inflazione che il Bureau of Labor Statistics pubblicherà mercoledì. “Ogni dato può cambiare l’umore dei mercati”, spiega un economista di BNP Paribas.
Nel frattempo, il cambio euro-dollaro si muove entro un range molto stretto da giorni. Gli investitori preferiscono tenere un profilo basso: “C’è chi punta a una svolta dalla BCE, forse già nel meeting di marzo”, aggiunge una fonte vicina all’istituto europeo. Solo allora si potrà capire se la calma apparente lascerà spazio a movimenti più decisi.
Mercati in stand-by: prudenza tra gli operatori italiani
A Piazza Affari la parola d’ordine è prudenza. Alcuni gestori notano che il mercato valutario è diventato “più tecnico che direzionale”, con volumi bassi e pochi spunti per operare. “Non ci sono grandi flussi in entrata o uscita”, ammette un responsabile trading di Mediobanca. “Si lavora sulle piccole oscillazioni”.
In sintesi, anche se nessuno si sbilancia, la sensazione è che l’euro possa restare relativamente forte nelle prossime settimane, almeno fino a quando non arriveranno segnali chiari dalle banche centrali o dai dati economici. Per ora, la parola d’ordine è una sola: aspettare.










