Bruxelles, 4 febbraio 2026 – Al Parlamento europeo si apre un nuovo capitolo sulla questione dell’euro digitale. Sono stati presentati 47 emendamenti che potrebbero cambiare il corso della discussione sulla moneta elettronica. A guidare la mossa è stato Pasquale Tridico del Movimento 5 Stelle, primo firmatario di una proposta che ha raccolto il sostegno di Ppe, S&D, Renew, Verdi e The Left. Il dossier sarà al centro della plenaria di lunedì, mentre il voto sugli emendamenti è previsto già per martedì.
Euro digitale, la battaglia si accende
Il tema dell’euro digitale – una valuta elettronica emessa dalla Banca centrale europea – torna al centro del dibattito a Strasburgo dopo mesi di confronto tra tecnici e politici. Gli emendamenti presentati riguardano il rapporto annuale della Bce, il documento che ogni anno fa il punto sulla situazione dell’Unione monetaria e sulle prospettive future. “Vogliamo assicurarci che l’euro digitale sia uno strumento sicuro, facile da usare e che rispetti la privacy dei cittadini”, ha detto Tridico in una nota diffusa nel pomeriggio.
Fonti parlamentari raccontano che la discussione si annuncia complessa. Tra i temi più caldi ci sono la protezione dei dati personali, la possibilità di usare la moneta anche offline e il ruolo delle banche commerciali nella gestione della nuova valuta. “Non possiamo permetterci errori su un tema così delicato”, confida un eurodeputato del gruppo S&D, che ha chiesto di restare anonimo.
Un fronte ampio per la moneta elettronica
Il sostegno agli emendamenti arriva da più parti. Dal Partito popolare europeo ai Verdi, passando per i liberali di Renew e la sinistra di The Left, il consenso si è allargato nelle ultime settimane. “Serve una risposta europea chiara alle sfide delle valute digitali private e alle iniziative extra-UE”, sottolinea un portavoce di Renew Europe.
A Strasburgo si attende ora l’intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde. Sarà lei ad aprire i lavori della plenaria lunedì mattina e a confrontarsi con il Parlamento su questi temi. “Siamo pronti a dialogare con il Parlamento per garantire sicurezza e trasparenza ai cittadini”, ha detto Lagarde in un’intervista recente alla radio francese Europe 1.
Il conto alla rovescia: voto già martedì
Dal Parlamento europeo filtra un calendario fitto: la discussione sugli emendamenti è fissata per lunedì 5 febbraio, mentre il voto è previsto il giorno dopo, martedì 6. L’esito non è scontato, anche se l’accordo tra i principali gruppi fa pensare a una possibile approvazione con larga maggioranza.
Nel dettaglio, gli emendamenti chiedono più trasparenza nei processi decisionali della Bce e garanzie per un accesso universale all’euro digitale. Alcuni propongono limiti precisi alla raccolta dei dati personali e strumenti per evitare che le fasce più vulnerabili restino escluse dal sistema finanziario. “Non vogliamo che l’euro digitale diventi uno strumento di controllo o discriminazione”, ha spiegato Tridico durante un incontro informale con la stampa.
Reazioni e scenari
La presentazione degli emendamenti ha scatenato reazioni diverse tra operatori finanziari e associazioni dei consumatori. Da una parte, c’è chi teme effetti negativi per le banche tradizionali e per i sistemi di pagamento privati; dall’altra, alcune associazioni chiedono tempi rapidi per l’arrivo della nuova moneta elettronica. “L’Europa non può restare indietro rispetto a Cina e Stati Uniti”, avverte il presidente di Altroconsumo, Massimiliano Dona.
La discussione sull’euro digitale si inserisce in un quadro globale dove sempre più banche centrali accelerano sui progetti di valuta elettronica. Secondo la Banca dei regolamenti internazionali, oltre 130 paesi stanno valutando o testando forme di moneta digitale. L’Unione europea vuole restare al passo.
Tutti gli occhi su Lagarde
Ora l’attenzione si sposta sulla plenaria di lunedì. Sarà quel momento a fare chiarezza: la presidente Lagarde risponderà alle domande degli eurodeputati e spiegherà la posizione della Bce sulle richieste del Parlamento. Solo allora si capirà se l’Europa è pronta a fare il salto decisivo verso l’euro digitale o se serviranno altri approfondimenti prima del via libera definitivo.










