New York, 4 febbraio 2026 – Sono tornate a far parlare di sé le foto del cadavere di Jeffrey Epstein, pubblicate in queste ore dal sito TMZ. Le immagini hanno riacceso il dibattito sulla morte del finanziere americano, avvenuta il 10 agosto 2019 nella sua cella del Metropolitan Correctional Center di Manhattan. Nei fotogrammi, diffusi insieme a una nuova ondata di documenti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, si vede Epstein a torso nudo, con i pantaloni arancioni tipici dei detenuti federali. La mandibola è stretta da una fascia bianca, probabilmente per tenere la bocca chiusa dopo il decesso.
Scatti crudi e dettagli inquietanti
Le foto mostrano Epstein disteso su una lettiga mentre una persona, con guanti chirurgici, gli preme il petto in quello che sembra un tentativo di rianimazione. In un’altra immagine si vede una striscia di stoffa arancione, probabilmente ricavata dai lenzuoli della cella, annodata e appesa alla barra del letto. Secondo la ricostruzione ufficiale, sarebbe stato proprio quel nastro a servire per togliersi la vita. I dettagli sono duri, ma confermano quanto già emerso dai rapporti degli esperti.
Suicidio o altro? La versione ufficiale e i sospetti
La morte di Epstein è stata definita un suicidio dalle autorità americane. Il medico legale di New York, Barbara Sampson, firmò il referto pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo. Ma le teorie alternative non si sono mai spente. “Non ci sono prove di violenza da parte di terzi”, aveva detto la dottoressa Sampson in conferenza stampa nell’agosto 2019. Eppure, in ambienti complottisti e non solo, continua a circolare l’idea che Epstein sia stato ucciso per evitare che svelasse segreti scomodi.
Un uomo al centro di scandali globali
Epstein, 66 anni al momento della morte, stava aspettando il processo con accuse gravissime: traffico sessuale di minori e abusi sistematici su ragazze adolescenti. Il suo nome era legato a una rete internazionale che coinvolgeva politici, imprenditori e aristocratici europei. “Aveva informazioni su alcune delle persone più potenti del mondo”, ha ricordato ieri un ex agente dell’FBI intervistato dalla CNN. Proprio questo ha alimentato sospetti e teorie su come sia realmente morto.
Errori e falle nel sistema carcerario
I documenti ufficiali raccontano che la notte tra il 9 e il 10 agosto 2019 le telecamere di sorveglianza non funzionavano bene e le guardie non avrebbero fatto i controlli come previsto. Due agenti penitenziari sono stati indagati per falso: avrebbero detto di aver controllato la cella ogni mezz’ora, ma i tabulati lo smentivano. “È stata una serie di errori umani e tecnici”, ha ammesso il Dipartimento di Giustizia in un rapporto del 2021.
Le foto pubblicate e le reazioni
La diffusione delle immagini da parte di TMZ ha scatenato reazioni contrastanti negli Stati Uniti. Alcuni familiari delle vittime si sono detti a disagio per la spettacolarizzazione della vicenda. Altri chiedono chiarezza: “Vogliamo sapere tutta la verità su quello che è successo in quella cella”, ha detto Lisa Bloom, avvocata di alcune donne coinvolte nel caso Epstein. Sui social si sono moltiplicati commenti e teorie, tra chi chiede nuove indagini e chi invoca il rispetto della privacy.
Un mistero che resta aperto
A quasi sette anni dalla morte di Epstein, il caso continua a far discutere l’opinione pubblica americana. Le nuove foto, crude ma chiare, aggiungono un pezzo visivo a una storia già segnata da ombre e sospetti. Per molti, solo una totale trasparenza sulle indagini potrà mettere fine ai dubbi intorno alla morte del finanziere. Intanto il Metropolitan Correctional Center di Manhattan resta chiuso per lavori di ristrutturazione, un dettaglio che per qualcuno aggiunge un ulteriore velo di mistero a una vicenda che sembra non finire mai davvero.










