Roma, 3 febbraio 2026 – Dopo oltre ventisei anni di attesa, il movimento #siamoaititolidicoda e l’Unione Sindacale di Base (USB) hanno annunciato ieri l’avvio di un nuovo percorso di rappresentanza per i lavoratori delle troupe cinematografiche. L’annuncio è arrivato al termine dell’assemblea esplorativa del 31 gennaio, svoltasi al Nuovo Cinema Aquila nel quartiere Pigneto, dove decine di tecnici, operatori e maestranze si sono confrontati sulle prospettive del settore.
Un sindacato su misura per il mondo del cinema
Gli organizzatori hanno spiegato che la scelta di affidare la rappresentanza all’USB nasce dalla necessità di “superare il modello dei sindacati confederali” come Slc Cgil, Fistel Cisl e UilCom. Questi ultimi sono stati accusati di aver favorito un sistema di “concertazione permanente” e di essersi progressivamente allontanati dalle reali esigenze dei lavoratori. “Dopo anni di immobilismo e nessun rinnovo contrattuale, non siamo più disposti ad aspettare”, hanno detto i portavoce del movimento, rimarcando come la marginalizzazione del settore sia diventata insopportabile.
Durante l’assemblea è stata accolta con entusiasmo la proposta di aprire una sezione USB dedicata al settore cine-audiovisivo. “Solo così – hanno commentato alcuni partecipanti – potremo finalmente far valere la specificità delle nostre professionalità e avviare una trattativa che parta davvero dalle nostre condizioni”. L’ultimo contratto definito “dignitoso” risale al 1999; da allora, sottolineano i lavoratori, nessun rinnovo ha garantito tutele adeguate.
Partecipazione e autonomia al centro del progetto
Il nuovo percorso sindacale si basa su alcuni punti fermi: partecipazione diretta, autonomia politica ed economica, responsabilità verso le maestranze e rifiuto di una co-gestione con le controparti datoriali. “L’USB è un modello diverso”, ha spiegato uno dei delegati, “perché mette al primo posto la voce dei lavoratori, non quella degli apparati”.
La scelta di puntare su un sindacato di base come l’USB nasce anche come risposta alla “volontà distruttiva di questo governo”, accusato dai promotori di aver ignorato le richieste del comparto. “Vogliamo una rappresentanza vera, senza deleghe in bianco”, ha aggiunto un tecnico del suono durante il dibattito. “Solo così potremo presentarci ai tavoli ministeriali con una legittimazione autentica”.
Tesseramenti e piattaforma contrattuale: la sfida è aperta
Ora si apre la fase del tesseramento tra i lavoratori del mondo cine-audiovisivo. “È un passaggio fondamentale – dicono gli organizzatori – per costruire una rappresentanza che abbia il diritto di sedersi ai tavoli delle trattative”. L’obiettivo è ricostruire una piattaforma contrattuale partendo dalle condizioni fissate nel 1999, aggiornandole alle esigenze di oggi.
Tra le priorità ci sono la difesa dei diritti fondamentali, la trasparenza nelle trattative e il coinvolgimento diretto delle maestranze in ogni fase del negoziato. “Non vogliamo più restare a guardare”, ha raccontato una giovane assistente alla regia. “Questa volta la posta in gioco è davvero la nostra pelle”.
Reazioni divise, ma la partita è appena cominciata
L’accordo tra #siamoaititolidicoda e USB ha scatenato reazioni contrastanti tra gli addetti ai lavori. Alcuni storici esponenti dei sindacati confederali hanno espresso dubbi sulla rottura con il modello tradizionale della concertazione. Altri, invece, vedono nella nascita di una sezione USB dedicata al cine-audiovisivo un’occasione per riaprire il confronto su basi nuove.
Nei prossimi mesi, assicurano dal movimento, saranno organizzate nuove assemblee in diverse città italiane, da Milano a Napoli, per ampliare la partecipazione e raccogliere altre adesioni. “Non è solo un cambio di sigla”, ha concluso uno degli organizzatori al termine dell’incontro romano. “È una questione di dignità e di futuro per chi lavora dietro le quinte del cinema italiano”.










