Dnipro, 1 febbraio 2026 – Quindici minatori ucraini hanno perso la vita ieri mattina, intorno alle 7.30, quando un autobus che li stava portando al lavoro è stato colpito da un drone russo nella regione di Dnipropetrovsk. A confermare il tragico bilancio, che è aumentato nelle ultime ore, è stato Oleksandr Ganzha, il capo dell’amministrazione regionale, con una nota rilanciata dai principali media ucraini. Il mezzo, diretto a una delle miniere più importanti della zona, è stato centrato mentre attraversava la periferia di Synelnykove, a circa 50 chilometri da Dnipro.
Attacco al bus dei minatori: cosa è successo davvero
Le prime ricostruzioni delle autorità locali raccontano di un drone che ha sorvolato l’area poco dopo l’alba, quando la strada era già piena di mezzi diretti alle miniere. “Abbiamo sentito un boato fortissimo, poi le urla”, dice un residente del posto, che ha chiesto di restare anonimo. I soccorsi sono arrivati in fretta, ma per molti a bordo non c’è stato nulla da fare. Le foto dei soccorritori mostrano l’autobus distrutto, con i vetri spaccati e i sedili bruciati. “Una scena che non si dimentica facilmente”, ha detto uno dei vigili del fuoco intervenuti.
Le vittime e la situazione nella zona
La maggior parte delle vittime erano operai della miniera di carbone di Pavlohrad, uno dei siti più importanti della regione. Alcuni stavano iniziando il turno di notte, altri invece stavano tornando a casa. Ganzha ha spiegato che tra i feriti ci sono anche due donne, ricoverate in condizioni gravi all’ospedale di Dnipro. “Non è la prima volta che questa zona viene colpita”, ha aggiunto il funzionario, sottolineando come negli ultimi mesi gli attacchi con droni siano aumentati soprattutto lungo le strade usate dai lavoratori.
Reazioni e clima di tensione
La notizia ha scosso subito sia la città che il resto del Paese. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio sui social poco dopo l’attacco, ha parlato di un “atto vile contro civili indifesi”. Anche il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, ha espresso il suo cordoglio alle famiglie e ha chiesto più sicurezza sulle rotte di trasporto dei lavoratori. “Non possiamo lasciare che chi lavora per il Paese diventi un bersaglio”, ha detto Filatov.
L’impatto sull’economia e sulle persone
L’attacco al bus dei minatori arriva in un momento già difficile per la regione di Dnipropetrovsk. La guerra ha rallentato molte attività e costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case. Le miniere sono tra le poche realtà ancora operative e rappresentano un sostegno fondamentale per molte famiglie. “Ogni giorno rischiamo la vita solo per andare a lavorare”, ha raccontato un collega delle vittime, incontrato davanti alla miniera. Le autorità hanno disposto controlli più severi sui mezzi in transito e invitato le aziende a rivedere le misure di sicurezza.
L’escalation degli attacchi con droni
Negli ultimi sei mesi, secondo dati dell’amministrazione regionale e fonti militari ucraine, almeno una dozzina di attacchi con droni russi hanno colpito infrastrutture civili nella provincia di Dnipropetrovsk. Il bersaglio spesso sono mezzi in movimento nelle prime ore del mattino o durante i cambi turno. Gli esperti parlano di una strategia che vuole colpire non solo obiettivi militari, ma anche il tessuto produttivo e sociale del Paese.
Indagini aperte e cosa aspettarsi
Le forze dell’ordine ucraine stanno indagando per capire come è andata davvero e che tipo di drone è stato usato. Per ora non ci sono dettagli tecnici, ma fonti vicine all’intelligence parlano di un velivolo senza pilota russo, già visto in altri attacchi simili nel Donbass. “Stiamo lavorando per proteggere meglio i civili”, ha detto Ganzha durante una conferenza stampa a Dnipro.
Mentre la comunità si stringe attorno alle famiglie colpite – i funerali si terranno nei prossimi giorni a Pavlohrad – resta alta la paura per la sicurezza dei lavoratori e per la tenuta dell’economia locale. Un clima teso e incerto che, almeno per ora, non sembra destinato a cambiare.










