Belgrado, 1 febbraio 2026 – Si è aperta ieri sera al Sava Centar con la prima serba di “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch, Leone d’Oro a Venezia, la nuova edizione del Film Festival internazionale di Belgrado (Bff). Fino a venerdì 6 febbraio, la capitale serba ospiterà una selezione di 43 film provenienti da Europa, Americhe e Asia, con un programma che punta deciso su diversità e qualità. A guidare la rassegna c’è il regista di casa, Goran Nikolić, che ha descritto la kermesse come “un equilibrio tra cinema indipendente e grandi autori”.
Cinema con la voglia di raccontare il mondo
Il Bff 2026 si presenta con un calendario vario, che spazia tra generi e temi diversi. “Abbiamo voluto offrire uno sguardo ampio sul cinema di oggi – ha detto Nikolić – senza però rinunciare a storie personali, capaci di farci riflettere sul presente”. Tra i film più attesi c’è “Palestine 36” (“Memorie di una rivolta”), ambientato nella Palestina sotto il mandato britannico nel 1936. Il film, già in corsa per l’Oscar, affronta la questione coloniale con un taglio storico e politico che ha già scatenato dibattiti nei festival precedenti.
Spazio anche ai grandi nomi: la co-produzione franco-italo-britannica “Nouvelle Vague” racconta come è nato “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard, usando il bianco e nero e uno stile che rimanda direttamente agli anni Sessanta. “Abbiamo cercato di catturare l’atmosfera di quegli anni – ha raccontato il regista Pierre Lemaire – senza scadere nella nostalgia”.
L’Italia porta in gara “Duse”
Tra i film in concorso c’è anche l’unico titolo italiano, “Duse” di Pietro Marcello. Protagonista è Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo della celebre attrice Eleonora Duse, icona del teatro europeo tra Ottocento e Novecento. Il film, già mostrato a Torino lo scorso novembre, arriva a Belgrado come prova della forza del cinema italiano d’autore. “Interpretare Duse è stato un viaggio nella memoria e nella fragilità – ha detto Bruni Tedeschi –. Spero che il pubblico serbo riesca a sentire tutta la sua forza”.
Volti noti e registi al debutto
Il festival non rinuncia alle stelle internazionali. Tra i titoli più chiacchierati c’è “Couture” con Angelina Jolie, che porta dietro le quinte dell’alta moda parigina. In “A Private Life” invece Jodie Foster è la protagonista di un dramma familiare. Da segnalare anche “Things with Feathers”, con Benedict Cumberbatch.
Ma c’è spazio anche per i nuovi registi. L’attrice Kirsten Stewart presenta il suo primo film da regista, “The Chronology of Water”, tratto dall’autobiografia di Lidia Yuknavitch. “Ho voluto raccontare una storia di sopravvivenza e identità – ha spiegato Stewart – con un tono molto personale”.
Biografie e Willem Dafoe protagonista
Il festival dedica attenzione anche alle biografie letterarie: “Franz” di Agnieszka Holland ripercorre la vita di Franz Kafka, mentre François Ozon firma una nuova versione de “L’étranger”, ispirata al romanzo di Albert Camus e girata tutta in bianco e nero.
Tra gli ospiti più presenti c’è Willem Dafoe, che recita in ben tre film: “Birthday Party”, “Late Fame” e “The Souffleur”. Un vero tributo all’attore americano, noto per scegliere spesso ruoli fuori dal comune. “Non cerco mai la sicurezza – ha detto Dafoe in conferenza –. Preferisco rischiare”.
Tra memoria e futuro, il festival che non si ferma
Con una selezione che mescola storie d’autore, drammi intensi e film d’impatto visivo, il Film Festival internazionale di Belgrado si conferma uno degli appuntamenti più vivi dell’inverno europeo. Le proiezioni si tengono nei cinema principali della città, e molti biglietti sono già andati a ruba. Come sempre, il pubblico serbo risponde con grande entusiasmo. Tra sale piene e chiacchiere notturne nei caffè del centro, il cinema torna ad essere un luogo di incontro e di riflessione.










