Napoli, 1 febbraio 2026 – Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei, è finita al centro di un’inchiesta della procura di Roma per 33 episodi di stalking e lesioni nei confronti dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Secondo gli atti, la donna avrebbe esercitato un controllo ossessivo e pressante, tanto da spingere Sangiuliano alle dimissioni. Ma nelle ultime ore, dagli allegati sequestrati dagli investigatori, emergono nuovi dettagli che legano la vicenda a ambienti della criminalità organizzata e a un omicidio rimasto a lungo senza colpevoli.
Rubrica telefonica e legami social con il clan Ridosso-Loreto
Gli inquirenti hanno passato al setaccio la rubrica telefonica e i profili social di Boccia. Tra i contatti saltano fuori i nomi di Romolo Ridosso e del figlio Salvatore, figure di spicco del clan camorristico Ridosso-Loreto di Scafati. Romolo, oggi collaboratore di giustizia, è coinvolto direttamente nell’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica ucciso il 5 settembre 2010. Salvatore, secondo fonti investigative, avrebbe lavorato anche nei negozi della famiglia Boccia. Nella rubrica dell’imprenditrice risultano due numeri intestati proprio a lui.
Il legame tra Boccia e i Ridosso non si ferma ai contatti telefonici. Sui social, la donna è tra gli amici Facebook di Romolo. Un dettaglio che, per gli investigatori, aggiunge un altro pezzo al puzzle delle frequentazioni della donna e apre nuove domande sul giro in cui si muoveva.
Furto nell’atelier del fratello e precedenti familiari
Ieri, poche ore dopo la diffusione delle chat tra Boccia e il giornalista Sigfrido Ranucci — conversazioni in cui si parlava di teorie complottiste su una presunta “lobby gay” di destra — l’atelier del fratello di Maria Rosaria, Gaetano Boccia, è stato svaligiato. Un colpo che ha colpito la famiglia in un momento già difficile. Gaetano, infatti, era stato arrestato lo scorso marzo per furto di energia elettrica.
Non è il primo caso che coinvolge i Boccia in guai giudiziari. Nel 2005, lo zio di Maria Rosaria, Francesco Boccia, era stato arrestato per aver dato rifugio al latitante Mario Fabbrocini, condannato per l’omicidio di Roberto Cutolo, figlio del boss della Nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo. Un intreccio di parenti e frequentazioni che, secondo gli investigatori, merita di essere approfondito.
La svolta nelle indagini sull’omicidio Vassallo
Il nome di Salvatore Ridosso torna al centro delle indagini sull’omicidio Vassallo. È stato lui, infatti, a raccontare agli inquirenti di un sopralluogo ad Acciaroli due giorni prima dell’omicidio, insieme al padre Romolo e all’imprenditore Giuseppe Cipriano. Temendo di essere coinvolto direttamente, Salvatore ha tirato in ballo il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e l’ex sottufficiale Lazzaro Cioffi — quest’ultimo già condannato a 15 anni per collusioni con narcotrafficanti di Caivano.
Secondo il racconto di Ridosso, l’omicidio sarebbe nato da un traffico di droga che partiva da Secondigliano, passava dal porto di Acciaroli e poi veniva smistato tra Cilento e Calabria. Dietro l’organizzazione ci sarebbe stato il boss scafatese Raffaele Maurelli, interessato a ottenere una concessione su una parte della spiaggia locale. Il sindaco Vassallo si sarebbe opposto con forza, pronto a denunciare le pressioni subite: una scelta che, probabilmente, gli è costata la vita.
Motivi economici e concessioni al centro dell’inchiesta
Le indagini, guidate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Giulia Guccione, ora puntano anche su motivi economici più ampi: concessioni balneari, licenze comunali e possibili pressioni sugli appalti pubblici nel Cilento. Un quadro complicato, dove criminalità organizzata e affari si mescolano con la politica locale.
Reazioni e clima di tensione
Nel frattempo, la pubblicazione delle chat tra Boccia e Ranucci ha scatenato polemiche. Il giornalista ha negato ogni coinvolgimento diretto: “Dialoghi manipolati”, ha detto ai colleghi. Sui social si rincorrono commenti e prese di posizione: c’è chi parla di “guerra tra bande”, chi invece invita alla calma in attesa di sviluppi giudiziari.
Resta il fatto: l’inchiesta su Boccia va ben oltre lo stalking ai danni dell’ex ministro Sangiuliano. Tra numeri in rubrica, furti sospetti e vecchi legami con la camorra, la storia si fa sempre più ingarbugliata. Gli investigatori continuano a scavare. Nuovi dettagli potrebbero venire a galla già nelle prossime settimane.










