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Albanese: un abbraccio all’umanità tra tenerezza e spirito punk

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Albanese: un abbraccio all'umanità tra tenerezza e spirito punk
Albanese: un abbraccio all'umanità tra tenerezza e spirito punk
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Milano, 1 febbraio 2026 – Antonio Albanese torna dietro e davanti alla macchina da presa, a tre anni dal dramma “Cento domeniche”, con una nuova commedia corale: “Lavoreremo da grandi”. Il film arriva nelle sale il 5 febbraio, in almeno 300 cinema italiani. Prodotto da Palomar (Mediawan) e Piperfilm, racconta una notte in provincia fatta di sogni infranti, amicizie genuine e scelte sbagliate. Sullo schermo prende vita un’umanità fragile e tenera che, come dice lo stesso regista, “avevo bisogno di abbracciare”.

Una notte che cambia tutto

Al centro della storia c’è Umberto, interpretato da Albanese, un ex musicista dodecafonico che ha sperperato i risparmi di famiglia inseguendo un sogno ormai perduto. Con lui, gli amici di sempre: Beppe (Giuseppe Battiston), idraulico devoto alla madre, e Gigi (Nicola Rignanese), spesso sbronzo e mezzo fuori di sé dopo aver esagerato con alcol e pillole. La svolta arriva con Toni (Niccolò Ferrero), il figlio di Umberto appena uscito di prigione per truffa, che si unisce al gruppo. Quella che doveva essere una serata qualunque si trasforma in una serie di guai tragicomici: lungo una strada buia della provincia, i quattro investono qualcosa – o meglio qualcuno. Da qui partono scelte sbagliate e incontri inattesi.

Nel cast anche Francesco Brandi, Marianna Folli, Claudia Stecher, Alessandro Egger e Bebo Storti. Le riprese si sono fatte soprattutto di notte, tra piccoli centri lombardi e atmosfere sospese. “È il mio primo film corale e la prima volta che giro quasi tutto dopo il tramonto”, ha raccontato Albanese durante la presentazione a Milano.

La comicità, un enigma da svelare

La comicità è una delle cose più difficili”, spiega Albanese, “perché non segue mai una strada precisa. Ho cercato una comicità diversa, anche grazie agli attori straordinari che ho avuto al fianco”. La sceneggiatura, scritta insieme a Piero Guerrera, punta su dialoghi veloci e situazioni al limite dell’assurdo. “È il mio film più trasgressivo”, ammette il regista, citando Carlo Mazzacurati come fonte d’ispirazione: “Un maestro per me. Nel suo cinema c’era quell’umanità di provincia che conosco bene, per le mie radici operaie”.

Battiston, che interpreta un uomo semplice e sconfitto dalla vita, racconta: “Lavorare con Antonio ti fa capire che la comicità è un mistero ma anche una scienza. Questo personaggio mi resterà dentro: è un vinto, un puro”. Rignanese, invece, si è trovato a interpretare Gigi, spesso svenuto o balbettante: “Mi sembrava di essere in un film dei Coen o di Kaurismäki. La provincia italiana nasconde follia dietro ogni angolo”.

Mascolinità fragile e amicizia tra perdenti

Albanese sottolinea un punto chiave: “Raccontiamo una mascolinità tenera e ingenua. Quattro persone che non ce l’hanno fatta, ma vivono con serenità la loro amicizia e il loro territorio”. Il film si muove tra malinconia e ironia, senza cadere nel cinismo. “Non amo il cinema estetico, quello fatto di silenzi”, spiega il regista. “Mi interessa la gente vera, sorprendere lo spettatore con dettagli autentici: non sempre le stesse librerie o le stesse macchine”.

Il titolo – “Lavoreremo da grandi” – è una promessa mai mantenuta, tipica di chi deve fare i conti con le proprie illusioni senza perdere però il desiderio di stare insieme.

Cinema italiano in ripresa e nuovi orizzonti

Il film esce in un momento positivo per il cinema italiano, spinto dal successo di “Buen Camino” di Checco Zalone. Albanese non nasconde la sua soddisfazione: “Sono contento per Checco. Meriterebbe quasi un busto al Quirinale per come ha sostenuto il cinema in sala e ha fatto divertire tutti, esercenti compresi”. L’attore e regista mette in luce il valore della comicità come abbraccio collettivo: “Quando il pubblico ride insieme, riceve energia, vitalità… è qualcosa che salva”.

Albanese guarda già avanti: “Vorrei portare a teatro la mia serie ‘I Topi’”, racconta. Sta lavorando anche a un nuovo personaggio: “Un quasi generale col doppio mento che vede tutto, anche la guerra… Vediamo cosa ne verrà fuori”. Alla domanda se si sia ispirato a Vannacci risponde con un sorriso: “No, io mi sono sempre impegnato un po’ di più”.

“Lavoreremo da grandi” arriva nelle sale dal 5 febbraio. Una commedia che promette risate amare e uno sguardo sincero sulla provincia italiana – quella che Albanese conosce bene e continua a raccontare senza filtri né retorica.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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