Torino, 31 gennaio 2026 – Due giovani torinesi sono stati denunciati per furto e omissione di soccorso dopo aver preso il portafoglio di Davide Borgione, 19 anni, mentre giaceva privo di sensi sull’asfalto in via Nizza, all’angolo con corso Marconi, nella notte tra venerdì e sabato. Il ragazzo era stato investito da un’auto di passaggio, cadendo a terra con un grave trauma cranico. È morto poco dopo all’ospedale Molinette. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutta la scena, suscitando domande e sdegno in città.
La scena ripresa dalle telecamere: il furto sul corpo di un ragazzo a terra
Gli investigatori hanno ricostruito i fatti: poco dopo le 2.40 del mattino, un’auto si è fermata vicino all’incrocio dove Davide giaceva immobile sull’asfalto. I due ventenni, entrambi residenti a Torino e già identificati dalla polizia, sono scesi dalla macchina. Invece di chiamare aiuto o soccorrere il ragazzo, si sono messi a rovistare nelle tasche del suo piumino e dei pantaloni. Le telecamere mostrano movimenti rapidi, mani che afferrano oggetti personali. Solo dopo aver preso il portafoglio sono risaliti in auto e sono andati via.
La sequenza è stata analizzata dalla Squadra Mobile, che in poche ore ha individuato i responsabili. Nessuno dei due ha chiamato il 112. La richiesta di soccorso è arrivata solo più tardi da altri passanti. Quando l’ambulanza è arrivata, per Davide non c’era più nulla da fare.
“Non pensavamo stesse morendo”: le parole dei denunciati
I due ragazzi, assistiti dagli avvocati Andrea Cagliero, Nicola Gallicchio e Paolo Galvagno, sono in attesa di essere sentiti dalla pm Delia Boschetto. Uno di loro ha cercato di giustificarsi: “Non pensavamo stesse morendo, altrimenti avrei chiamato i soccorsi”, ha detto agli agenti durante il primo interrogatorio. Una spiegazione che però non ha convinto né gli inquirenti né la famiglia di Davide.
Secondo le prime indagini, i due hanno agito senza rendersi conto della gravità della situazione. Ma le immagini mostrano chiaramente il corpo immobile di Davide sull’asfalto, in una posizione che non lasciava dubbi. La procura contesta loro sia il furto sia l’omissione di soccorso, due reati distinti ma legati dallo stesso rifiuto di intervenire.
La famiglia Borgione: dolore e incredulità per un gesto senza senso
Fabrizio Borgione, padre di Davide, ha parlato con amarezza ai giornalisti: “Come si fa a derubare un ragazzo in fin di vita sulla strada?” ha detto con voce ferma. Ha ricordato il figlio come un ragazzo pieno di energia, amato da tutti. “Venerdì sera era andato a ballare perché il dj era un suo amico”, ha raccontato. In discoteca c’erano anche vecchi compagni di calcio del Barcanova, la squadra dove Davide aveva giocato da bambino.
Il legame con il Torino era forte: “Ci univa la grande passione per il Toro”, ha aggiunto Fabrizio. “Siamo sempre andati insieme in curva Maratona”. La notizia della morte e del furto ha sconvolto amici e conoscenti. Molti si sono ritrovati davanti all’ospedale Molinette per un ultimo saluto.
Indagini aperte e una città che non si dà pace
La procura di Torino continua a scavare per capire ogni dettaglio di quella tragica notte. Gli investigatori stanno cercando altri testimoni o eventuali altre responsabilità. Il quartiere San Salvario resta sotto shock: tra la gente si fa largo l’incredulità per quanto successo.
Intanto la comunità si stringe attorno alla famiglia Borgione. Sui social e nei bar della zona si commenta con rabbia e tristezza: “Non si può restare indifferenti davanti a una persona a terra”, dice una commerciante di via Nizza. Solo così si misura davvero il peso delle scelte fatte in pochi istanti.
I due giovani saranno sentiti dalla magistratura nei prossimi giorni. Resta da vedere se la loro versione reggerà davanti alle immagini e alle testimonianze raccolte. Nel frattempo, la città si interroga su cosa voglia dire davvero fermarsi ad aiutare.










