Milano, 31 gennaio 2026 – La Borsa di Milano chiude la mattinata in positivo, guadagnando lo 0,8% e mantenendosi in linea con le principali piazze europee. Gli operatori tengono il fiato sospeso in attesa dell’annuncio di Donald Trump sul nome del prossimo presidente della Federal Reserve. Secondo fonti vicine all’amministrazione americana, il favorito per succedere a Jerome Powell sarebbe Kevin Warsh, ex governatore Fed e volto noto di Wall Street.
Listini europei spingono, tutti gli occhi sulla Fed
Anche in Europa si respira un clima di cauto ottimismo. L’indice Stoxx 600 sale dello 0,4%, mentre Madrid mette a segno un balzo dell’1,3%. Rialzi più contenuti a Francoforte (+0,6%), Parigi (+0,5%) e Londra (+0,3%). Gli investitori reagiscono ai dati sulla crescita economica diffusi in mattinata, che confermano una ripresa moderata nell’area euro.
A trainare i mercati sono soprattutto il settore tecnologico (+1,3%) e quello delle banche (+1,5%). “Il comparto finanziario beneficia delle aspettative di una politica monetaria meno rigida negli Stati Uniti”, spiega un analista di Piazza Affari poco dopo le 11.30. Bene anche le utility (+0,4%), favorite dal calo dei prezzi del gas.
Energia in calo, gas giù ad Amsterdam
Sul fronte delle materie prime, è stata una giornata debole per il settore energia (-0,3%). Il petrolio perde un po’ di terreno: il WTI scende dello 0,6% a 65 dollari al barile, mentre il Brent si ferma a 70,30 dollari (-0,5%). Più marcato il calo del gas naturale: ad Amsterdam il prezzo scende dell’1,2%, chiudendo a 38,10 euro al megawattora.
Secondo alcuni operatori, il calo riflette una domanda più debole e le speranze di un inverno meno freddo del previsto. “Le scorte sono ancora alte e non ci sono segnali di tensioni sull’offerta”, racconta un trader milanese.
Titoli di Stato fermi, spread stabile a 61 punti
Sul mercato obbligazionario, tutto procede senza scossoni. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi rimane a 61 punti base, con il rendimento del decennale italiano stabile al 3,45%. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury a dieci anni sale di un punto base al 4,24%, a testimonianza di una certa prudenza in vista delle decisioni della Fed.
Piazza Affari: Mediobanca e Stm si mettono in luce
A Milano, tra i protagonisti della giornata ci sono alcune blue chip. Mediobanca guadagna il 2,2%, sostenuta dalle prime mosse dell’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril, che ha avviato una riorganizzazione interna. “Stiamo lavorando per rafforzare la struttura e migliorare i risultati”, ha detto Melzi d’Eril durante una call con gli analisti.
Bene anche Stm (+2,2%), che prova a recuperare dopo la flessione seguita ai conti trimestrali. Acquisti diffusi su Unicredit e Intesa Sanpaolo (entrambe +1,8%) e su Campari (+1,9%).
In coda al listino si trovano invece Fincantieri (-2%) ed Eni (-1%), penalizzate rispettivamente da prese di profitto e dal calo dei prezzi dell’energia.
Fuori dal listino principale: Safilo e Avio brillano
Tra i titoli più piccoli, spiccano le performance di Safilo e Avio, entrambe in rialzo dell’8%. Il gruppo degli occhiali ha beneficiato di risultati trimestrali sopra le attese; Avio invece ha rivisto al rialzo le previsioni per l’anno. “I numeri confermano la solidità della strategia industriale”, commenta un portavoce della società aerospaziale.
La giornata si chiude così, con l’attenzione dei mercati rivolta a Washington e alle prossime mosse della Federal Reserve.










