Milano, 31 gennaio 2026 – Oggi, sabato 31 gennaio, il personale di volo di EasyJet ha scelto di scioperare per 4 ore in tutti gli aeroporti italiani. Dopo mesi di trattative senza risultati per il rinnovo del contratto, scaduto a settembre 2025, la protesta coinvolge piloti e assistenti di volo della compagnia britannica. A promuoverla sono le sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Anpac. Il rischio è che decine di voli, sia nazionali che internazionali, subiscano ritardi o cancellazioni.
Sciopero, le ragioni dietro la protesta
I sindacati spiegano che lo sciopero arriva dopo che le ultime proposte di EasyJet sono state giudicate “insoddisfacenti”. In particolare, dicono, non coprono nemmeno l’aumento dell’inflazione degli ultimi anni. “Le condizioni offerte sono molto peggiori rispetto a quelle del personale EasyJet in altri Paesi europei”, si legge nella nota diffusa ieri sera.
Il fronte sindacale è unito. “Vogliamo un contratto giusto, che rispetti la dignità dei lavoratori e sia in linea con gli standard europei del gruppo”, ha detto un rappresentante Filt-Cgil davanti ai giornalisti all’aeroporto di Malpensa, poco dopo le 7 del mattino. “Non è solo questione di soldi, ma anche di tutele e condizioni di lavoro”, ha aggiunto una portavoce Uiltrasporti.
Sciopero e disagi: cosa succede negli aeroporti
La protesta riguarda soprattutto gli scali di Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Napoli Capodichino, dove EasyJet ha la maggior parte delle rotte italiane. Fin dalle prime ore si sono viste lunghe file ai banchi informazioni e qualche momento di tensione tra i passeggeri in cerca di risposte. Fonti aeroportuali parlano di almeno venti voli cancellati o spostati tra le 10 e le 14, orario in cui si svolge lo sciopero.
“Solo stamattina ho scoperto che il mio volo per Londra era stato cancellato”, racconta Marco, 34 anni, in fila al check-in di Fiumicino. “Nessuno mi aveva avvisato, ora rischio di perdere una riunione importante”. EasyJet ha invitato i passeggeri a controllare lo stato del volo sul sito ufficiale e ha attivato procedure per riproteggere i viaggiatori su altri voli, dove possibile.
La posizione di EasyJet e cosa può succedere
In una nota diffusa ieri sera, EasyJet ha detto di essere “impegnata a trovare un accordo” e di voler “limitare i disagi per i clienti”. Non sono però arrivati dettagli sulle trattative in corso né sulle prossime mosse.
I sindacati, però, non escludono nuove proteste se non arrivano risposte concrete. “Il personale è determinato”, avverte un portavoce Fit-Cisl. “Se l’azienda non fa passi avanti, nelle prossime settimane valuteremo nuove azioni”.
EasyJet in Europa: il confronto con gli altri Paesi
Il nodo della vertenza resta il divario tra le condizioni offerte in Italia e quelle degli altri Paesi europei dove opera EasyJet. Secondo i sindacati, in Francia e Germania i dipendenti hanno salari più alti e migliori tutele su orari e turni. “Non chiediamo favori, solo che in Italia si applichino gli stessi criteri minimi”, spiega una delegata Anpac.
Anche altre low cost europee attraversano tensioni simili. Negli ultimi mesi, Ryanair e Wizz Air hanno subito proteste in Spagna e Portogallo. In Italia, la vertenza EasyJet potrebbe aprire un nuovo fronte di confronto acceso tra compagnie straniere e lavoratori locali.
Cosa ci aspetta nei prossimi giorni
Per ora, la giornata è cominciata con qualche disagio, ma senza grossi problemi. I sindacati sperano di avere segnali dall’azienda nelle prossime ore. “Siamo pronti a tornare al tavolo”, assicura un rappresentante Ugl Trasporto Aereo. Ma tra i lavoratori la sensazione è che questa vertenza sia solo all’inizio. E che la partita per il rinnovo del contratto EasyJet possa durare ancora a lungo.










