Taranto, 30 gennaio 2026 – Ieri sera il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato il via libera ai Commissari straordinari di Ilva e Adi per iniziare la trattativa sulla cessione del polo siderurgico di Taranto al Flacks Group. L’obiettivo è chiaro: consolidare possibili partenariati industriali rispettando tutte le procedure di legge. La notizia, arrivata con una nota ufficiale, segna un momento delicato per il futuro dell’acciaieria più grande d’Europa.
Ilva in bilico, il ministero affida la trattativa ai Commissari
La decisione del ministero guidato da Adolfo Urso arriva dopo settimane di incontri riservati e trattative sotto traccia. Ora tocca ai Commissari straordinari, nominati per gestire la crisi dell’ex Ilva, aprire un tavolo formale con il Flacks Group, una holding internazionale con base a Miami e interessi nel settore siderurgico. La nota diffusa ieri alle 19.30 parla chiaro: “dare corso alla negoziazione”, puntando a rafforzare possibili alleanze industriali.
Non sarà una strada semplice né veloce. La legge prevede il coinvolgimento dei sindacati, come stabilito dall’articolo 47 della Legge 428/1990, che regola le consultazioni in caso di passaggi di proprietà. “Siamo pronti a confrontarci – spiega una fonte della Fim Cisl – ma vogliamo risposte chiare su investimenti, posti di lavoro e ambiente”.
Flacks Group: chi sono i nuovi pretendenti
Il Flacks Group, guidato dal britannico Charles Flacks, è presente in vari settori, dall’energia alle infrastrutture. Negli ultimi mesi ha manifestato interesse per il rilancio dello stabilimento di Taranto, presentando una proposta che include investimenti e la ricerca di partner industriali italiani ed europei. “Abbiamo una visione a lungo termine”, ha detto Flacks in un’intervista a Bloomberg, “e crediamo che Taranto possa tornare protagonista nella produzione di acciaio verde”.
Fonti vicine al dossier raccontano di un piano che punta a una riconversione graduale degli impianti, mantenendo i livelli occupazionali. I dettagli però restano coperti. “Aspettiamo di vedere cosa contiene l’offerta”, ha ammesso ieri un dirigente di Confindustria Taranto.
Sindacati e città, tra speranze e timori
La notizia del mandato ai Commissari è arrivata mentre davanti ai cancelli dello stabilimento a Taranto alcuni operai si fermavano a discutere. “Non sappiamo cosa ci aspetta – confida Michele, operaio da vent’anni alla acciaieria – ogni cambio di proprietà porta sempre tanta incertezza”. I sindacati chiedono garanzie precise: “Serve trasparenza – insiste Valentina D’Amico della Uilm – nessuno può permettersi altri errori sulla pelle dei lavoratori”.
Anche la città guarda con attenzione. Il sindaco Rinaldo Melucci ha chiesto un incontro urgente con il ministro Urso per capire quali saranno le ricadute sul tessuto sociale ed economico. “Taranto non può più aspettare”, ha detto ieri in Consiglio comunale.
I prossimi passi: sindacati convocati, trattative pronte a partire
Nei giorni che vengono, i Commissari straordinari dovranno convocare i sindacati, come previsto dalla legge sulle cessioni aziendali. Solo dopo questo passaggio si potrà aprire la trattativa vera con il Flacks Group. Il ministero ha ribadito che ogni fase dovrà rispettare “le procedure di legge”, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori.
Il dossier Ilva è sotto stretta osservazione anche a livello nazionale. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha chiesto che “ogni decisione sia condivisa con il territorio e le istituzioni locali”. Intanto a Roma si aspetta la convocazione del tavolo interministeriale già nelle prossime settimane.
Acciaio italiano a un bivio: il futuro di Ilva resta incerto
La vicenda Ilva è un passaggio chiave per l’industria siderurgica italiana. Da anni lo stabilimento di Taranto convive con crisi produttive, tensioni sociali e questioni ambientali. Oggi la partita si gioca su più fronti: rilancio industriale, tutela del lavoro e sostenibilità.
“Non ci sono soluzioni facili”, ammette un funzionario del ministero delle Imprese, “ma questa è un’opportunità che dobbiamo provare a giocare fino in fondo”. Intanto, tra i lavoratori e la città, resta forte l’attesa. Tutti vogliono capire se il passaggio al Flacks Group può davvero essere l’inizio di una nuova era per l’acciaio italiano.










