Torino, 30 gennaio 2026 – Il programma Eurofighter ha superato il milione di ore di volo, un traguardo importante per la sicurezza dei cieli europei e per l’industria aerospaziale del continente. A darne notizia è il consorzio che gestisce il progetto, proprio mentre la difesa comune torna a essere un tema caldo nell’agenda politica internazionale. Sono dieci le aeronautiche militari, compresa quella italiana, che hanno ordinato complessivamente 769 velivoli, facendo dell’Eurofighter il più grande progetto europeo di cooperazione nel campo della difesa.
Eurofighter: un milione di ore in volo per un progetto europeo
L’Eurofighter Typhoon nasce dalla collaborazione tra le principali aziende aerospaziali di Germania, Italia, Spagna e Regno Unito. Oggi il caccia multiruolo è operativo anche in Austria, Kuwait, Oman, Qatar e Arabia Saudita. Il consorzio definisce il traguardo del milione di ore “un risultato di grande rilievo”, soprattutto in un momento in cui la sicurezza nei cieli europei è tornata al centro dell’attenzione.
I numeri parlano chiaro: 769 velivoli ordinati, presenza stabile in otto Paesi e una filiera che coinvolge più di 400 fornitori, di cui circa 200 italiani. Solo in Italia, il programma sostiene circa 20.000 posti di lavoro tra occupati diretti, indiretti e indotto, mentre a livello europeo si superano le 100.000 unità.
Leonardo e l’Italia: il cuore tecnologico batte a Torino
La partecipazione italiana ruota attorno a Leonardo, che copre circa il 36% del valore totale del programma. La sede torinese dell’azienda è il centro delle attività nazionali legate all’Eurofighter. “Il programma Eurofighter – spiega Stefano Bortoli, managing director della Divisione Aeronautica di Leonardo – è un asset strategico per l’Italia e per Leonardo, in grado di unire sicurezza nazionale, indipendenza tecnologica e valore industriale”.
Ma la filiera italiana non si ferma qui. Tra i protagonisti ci sono Avio Aero, che produce il motore EJ200, MBDA Italia per i sistemi d’arma e ELT Group per la parte elettronica. Una rete che, come sottolineano fonti industriali, “mantiene viva la competenza e occupazione qualificata su tutto il territorio”.
Cooperazione europea e scenari futuri
Gli addetti ai lavori vedono nell’Eurofighter la prova concreta che l’Europa sa fare squadra nel campo della difesa. “È un modello reale di collaborazione europea che sostiene competenze, lavoro qualificato e un tessuto industriale diffuso”, aggiunge Bortoli.
Il milione di ore di volo non è solo un numero simbolico. Per gli analisti militari, conferma la solidità del programma e il suo ruolo centrale nella difesa aerea europea. Solo da qui si potrà guardare avanti, verso le tecnologie per i sistemi di nuova generazione.
Impatto economico e tecnologico sul territorio
Oltre al valore strategico, l’Eurofighter ha portato importanti ricadute economiche. In Italia, secondo Leonardo, coinvolge circa 20.000 lavoratori tra produzione e manutenzione. La presenza di oltre 200 fornitori italiani testimonia quanto la filiera sia radicata nel Paese.
“Questo traguardo – racconta un tecnico dello stabilimento di Torino – è il risultato di anni di lavoro spesso nascosto, lontano dai riflettori”. Eppure, dietro quei numeri c’è una storia di innovazione e capacità industriale.
Verso il futuro della difesa europea
Il milione di ore di volo segna anche una svolta per il futuro. Il consorzio guarda già alle prossime sfide: l’evoluzione verso sistemi aerei più avanzati e l’integrazione con le ultime tecnologie digitali.
“Questo risultato – conclude Bortoli – apre la strada alle tecnologie che guideranno i sistemi di domani”. In sostanza, l’Eurofighter resta un pilastro della sicurezza europea oggi, ma anche un laboratorio dove si prepara l’innovazione di domani.










