Roma, 30 gennaio 2026 – A novembre 2025 l’Inps ha registrato 268.179 domande di disoccupazione tra Naspi e Discoll, con un aumento dell’1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Inps sulla cassa integrazione, pubblicato oggi, che traccia un quadro delle richieste di sussidio arrivate negli ultimi mesi in Italia.
Domande di disoccupazione: un piccolo aumento a novembre
Nel solo novembre, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha raccolto 268.179 richieste per la Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e la Discoll, il sostegno destinato ai lavoratori con contratto di collaborazione. Rispetto a novembre 2024, si segna un incremento contenuto, ma significativo, dell’1,3%.
Dagli uffici di via Ciro il Grande spiegano che il dato riflette “una situazione del mercato del lavoro ancora complicata, con qualche segnale di stabilità ma anche nuove difficoltà in certi settori”. Gli esperti sottolineano che, anche se il rialzo è lieve, va tenuto d’occhio nei prossimi mesi, soprattutto considerando le incertezze economiche che hanno segnato la seconda metà del 2025.
Gennaio-novembre 2025: un bilancio in leggera discesa
Se si guarda ai primi undici mesi dell’anno, l’Inps ha raccolto in totale 2.154.810 domande di sussidio tra Naspi e Discoll. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra una piccola flessione dello 0,7%.
“Il dato complessivo mostra una sostanziale tenuta rispetto all’anno scorso”, commenta un funzionario dell’istituto, “ma non bisogna abbassare la guardia”. La leggera diminuzione su base annua lascia pensare a una certa stabilità nel mercato del lavoro italiano, ma l’aumento di novembre potrebbe essere un campanello d’allarme per i mesi che verranno.
Dietro i numeri: rallentamento economico e nuove regole
Dietro questi numeri si nascondono le tensioni che hanno attraversato l’economia italiana nel 2025. Da una parte, la crescita rallentata – con un PIL che, secondo Istat, dovrebbe chiudere l’anno intorno allo 0,6% – ha influenzato il mercato del lavoro. Dall’altra, le modifiche alle norme sugli ammortizzatori sociali hanno reso più rigidi alcuni criteri per accedere ai sostegni.
“Abbiamo visto aumentare le richieste soprattutto nel Nord-Ovest e in alcuni settori della manifattura”, racconta una fonte sindacale della Cgil. “Molte aziende stanno ancora facendo i conti con la diminuzione degli ordini e l’incertezza sui mercati esteri”. Ecco perché anche un piccolo aumento percentuale può pesare molto sulle famiglie.
Reazioni e sguardi al futuro: sindacati e governo a confronto
I dati dell’Inps hanno subito acceso il dibattito tra sindacati e governo. La segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, ha chiesto “un rafforzamento delle politiche attive per il lavoro e più attenzione alle fasce più fragili”. Dal ministero del Lavoro assicurano che “la situazione è sotto controllo”, ma non escludono “ulteriori misure di sostegno se servirà”.
Intanto, agli sportelli dell’Inps, chi si presenta spesso arriva fin dalle prime ore del mattino, preoccupato per il futuro. “Ho lavorato vent’anni in una piccola azienda metalmeccanica”, racconta Marco, 52 anni, di Torino. “Adesso devo chiedere la Naspi per la prima volta. Non è semplice”.
Un campanello d’allarme per i prossimi mesi
Gli esperti invitano a non trarre conclusioni affrettate. L’aumento delle domande a novembre potrebbe essere legato a fattori temporanei, come crisi aziendali o motivi stagionali, oppure anticipare una fase più dura per il lavoro.
L’Inps continuerà a seguire l’andamento delle domande mese dopo mese. “Il mercato del lavoro italiano resta fragile”, osserva un economista dell’Università La Sapienza. “Molto dipenderà dalla capacità di rilanciare gli investimenti e dalla tenuta dei consumi interni”.
Per ora, i numeri dell’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione mostrano un equilibrio precario, con segnali di stabilità ma anche nuove incognite all’orizzonte.










