Roma, 30 gennaio 2026 – Luigi Federico Signorini, direttore generale della Banca d’Italia, ha deciso di lasciare l’incarico il 31 marzo prossimo. La notizia è arrivata oggi nel primo pomeriggio con un comunicato ufficiale di Palazzo Koch, che parla di “motivi personali” alla base della scelta. Il Consiglio superiore, riunito in seduta straordinaria su proposta del governatore Fabio Panetta, ha già scelto il successore: sarà Paolo Angelini, attuale vice direttore generale, a prendere il timone.
Cambio al vertice: Signorini lascia, Angelini prende il comando
Il passaggio di consegne è previsto tra poco più di due mesi. Signorini, nato nel 1960, era stato nominato direttore generale nel 2021 dopo una lunga carriera all’interno della Banca d’Italia e un ruolo importante anche all’IVASS, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni. La decisione di lasciare prima della scadenza naturale prevista per il 2027 è stata comunicata dallo stesso Signorini ai vertici dell’istituto nei giorni scorsi. Nella nota ufficiale si parla solo di “motivi personali”, senza entrare nei dettagli. Fonti vicine all’istituto raccontano che la scelta è maturata nelle ultime settimane, in piena collaborazione con il governatore Panetta.
Paolo Angelini, il nuovo volto della Banca d’Italia
Paolo Angelini, 63 anni, milanese, è considerato uno dei massimi esperti italiani di stabilità finanziaria. È in Banca d’Italia dal 1990 e ha guidato sia la Direzione Mercati sia la Direzione Stabilità finanziaria, seguendo da vicino le crisi bancarie degli ultimi anni e i dossier più delicati del sistema creditizio. Con la nomina a direttore generale, Angelini assumerà anche la presidenza dell’IVASS, subentrando a Signorini. Questa doppia carica, prevista dallo statuto della Banca d’Italia, lo mette al centro della supervisione bancaria e assicurativa.
Le nomine dovranno ora ricevere il via libera con decreto del Presidente della Repubblica, come previsto dall’articolo 18 dello Statuto della Banca d’Italia. Il decreto sarà firmato su proposta del Presidente del Consiglio, d’intesa con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e sentito il Consiglio dei Ministri. Secondo fonti governative, la procedura potrebbe concludersi già entro metà febbraio.
Trequattrini nuovo vice direttore generale
Nella stessa seduta, il Consiglio superiore ha nominato Gian Luca Trequattrini nuovo vice direttore generale. Attualmente funzionario generale e segretario del Direttorio, Trequattrini è un volto noto e di continuità interna. Negli ultimi anni ha seguito i principali dossier organizzativi e amministrativi della Banca, lavorando a stretto contatto con i vertici sia nella gestione ordinaria sia durante le fasi più difficili della pandemia.
Reazioni: continuità e fiducia al centro
La notizia del cambio al vertice è stata accolta con toni pacati all’interno dell’istituto. “Un passaggio naturale, nel solco della tradizione della Banca”, ha detto un dirigente che ha preferito restare anonimo. Nessuna tensione particolare, raccontano fonti interne: “Signorini lascia dopo anni di servizio impeccabile, Angelini è la scelta giusta per garantire stabilità”. Anche dal Ministero dell’Economia arriva soddisfazione per la rapidità con cui si è trovata una soluzione.
Le sfide che attendono Angelini
Il cambio ai vertici della Banca d’Italia arriva in un momento delicato per il sistema finanziario italiano. Le sfide sono tante: dalla gestione dei tassi d’interesse alle nuove regole europee sulla vigilanza, fino alle tensioni sui mercati internazionali. Angelini dovrà affrontare subito dossier complicati, come la revisione delle regole sul credito deteriorato e il monitoraggio degli effetti delle politiche monetarie della BCE sull’economia reale.
Sul fronte dell’IVASS, resta alta l’attenzione sulla solidità delle compagnie assicurative e sulla tutela dei risparmiatori. “La priorità sarà mantenere alta la vigilanza in un contesto di volatilità”, spiega una fonte vicina all’istituto.
Ora si attende il decreto presidenziale
Adesso si aspetta solo il via libera formale dal Quirinale. Solo a quel punto le nomine diventeranno ufficiali e il nuovo assetto potrà partire a pieno regime. Nel frattempo, a Palazzo Koch si lavora per garantire una transizione senza intoppi. Un cambio al vertice che, almeno nelle intenzioni, punta a mantenere la continuità in uno dei momenti più complessi per la finanza italiana ed europea.










