Roma, 29 gennaio 2026 – Franco Battiato torna a vivere, almeno per qualche mese, nello Spazio Extra del Maxxi. Dal 31 gennaio al 26 aprile, la mostra “Franco Battiato. Un’altra vita”, curata da Giorgio Calcara con la collaborazione di Grazia Cristina Battiato, propone un viaggio dentro la creatività poliedrica dell’artista siciliano. Il percorso, suddiviso in sette sezioni, racconta – attraverso copertine di album, fotografie, cimeli e manifesti – la complessità di un uomo che è stato cantautore, musicista, poeta e filosofo. “Abbiamo voluto mettere in luce ogni sfumatura del suo talento”, ha detto Calcara durante l’allestimento, tra luci soffuse e i primi visitatori curiosi.
Battiato al Maxxi: un mosaico di suoni e visioni
Al centro della mostra c’è la capacità di Battiato di essere sempre un passo avanti, sperimentando linguaggi e stili diversi. Nei corridoi dello Spazio Extra si alternano copertine di “La voce del padrone” e “Fisiognomica”, poster dei tour degli anni Ottanta, fotografie inedite e oggetti personali. “Era un innovatore, sempre avanti”, ha raccontato Grazia Cristina Battiato, mentre osservava una vecchia tastiera analogica. L’esposizione si concentra anche sulle influenze filosofiche e spirituali che hanno segnato il suo lavoro, con documenti e scritti che testimoniano la sua ricerca interiore.
Milano celebra Giovanni Gastel: immagini e parole
A pochi passi dal centro di Milano, dal 30 gennaio al 26 luglio, Palazzo Citterio ospita “Giovanni Gastel. Rewind”, una retrospettiva curata da Uberto Frigerio. Più di 250 fotografie – dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie – raccontano quarant’anni di carriera di uno dei grandi maestri della fotografia italiana. Accanto alle immagini, per la prima volta, vengono esposti oggetti personali, strumenti di lavoro e i suoi scritti. “Gastel aveva uno sguardo unico sul mondo”, ha ricordato Frigerio durante la presentazione alla stampa. Il percorso si snoda tra ricordi privati e progetti pubblici, con una sezione dedicata alle poesie dell’artista.
Metafisica a Milano: dialoghi tra maestri ed eredi
Sempre a Milano, dal 28 gennaio al 21 giugno, prende il via il progetto “Metafisica/Metafisiche”, curato da Vincenzo Trione. La mostra si apre nelle sale di Palazzo Reale con circa 400 opere che mettono in dialogo i grandi nomi della Metafisica – da Giorgio de Chirico a Carlo Carrà – con artisti internazionali e allievi del XX e XXI secolo. Il percorso continua al Museo del Novecento e alle Gallerie d’Italia, dove un omaggio a Giorgio Morandi prende forma attraverso le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all’atelier bolognese del pittore. A Palazzo Citterio, invece, William Kentridge firma un tributo inedito sempre a Morandi. “È un viaggio nella storia e nell’eredità della Metafisica”, ha spiegato Trione.
Mapplethorpe a Palazzo Reale: forme e desiderio
Dal 29 gennaio al 17 maggio, sempre a Palazzo Reale, va in scena “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, il secondo capitolo di una trilogia partita a Venezia e destinata a chiudersi a Roma. Curata da Denis Curti, la retrospettiva raccoglie una selezione delle opere più iconiche e anticonformiste del fotografo statunitense. Un percorso che esplora il rapporto tra estetica, corpo e identità attraverso immagini potenti e spesso controverse. “Mapplethorpe ha cambiato il modo di guardare la fotografia”, ha sottolineato Curti durante l’inaugurazione.
Teglio: sport e montagne tra memoria e futuro
Spostandosi in Valtellina, dal 28 gennaio al 30 agosto, Palazzo Besta a Teglio ospita “Vette. Storie di sport e montagne”, mostra curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi su idea di Sergio Campagnolo. Il percorso si snoda tra gli spazi interni ed esterni del palazzo, raccontando il legame tra paesaggio alpino, sport invernali e tradizioni locali. Tre le sezioni principali: la storia delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali; uno sguardo al mondo femminile; lo sport come forza di cambiamento sociale. “Abbiamo voluto intrecciare memoria e identità culturale”, ha spiegato Anzalone.
Pescara: il movimento secondo Schillaci
Infine, a Pescara, dal 27 gennaio al 30 aprile, la Fondazione La Rocca presenta “Movimento (perpetuo)”, personale di Vincenzo Schillaci (Palermo, 1984), curata da Gaspare Luigi Marcone. In mostra circa venti lavori inediti realizzati con materiali diversi – carta, tela, bronzo – pensati proprio per gli spazi della Fondazione. Il tema al centro è il movimento inteso come mutamento continuo: “Ogni opera nasce da una domanda sul cambiamento”, ha raccontato Schillaci durante l’allestimento.
Settimana intensa per l’arte italiana: tra grandi nomi e nuove ricerche, le mostre inaugurate in questi giorni offrono uno sguardo ampio sulle tante facce della creatività contemporanea.










