Milano, 29 gennaio 2026 – Bobby Moresco, regista e sceneggiatore premio Oscar per “Crash”, sarà al timone del biopic su Giorgio Armani, una produzione internazionale da 135 milioni di dollari che, come annunciato oggi, non si girerà in Italia ma in Ungheria. A decidere è stata la società Taic Funding, guidata da Andrea Iervolino, che venerdì 23 gennaio, durante il consiglio di amministrazione, ha scelto di spostare le riprese all’estero. Un segnale forte per il cinema italiano dedicato alle sue grandi icone.
Moresco e la produzione: un progetto fuori casa
La nomina di Bobby Moresco arriva quasi naturale per chi conosce le produzioni di Iervolino. Già dietro la macchina da presa di “Lamborghini” nel 2022 e ora impegnato con “Maserati”, in uscita nel 2026, Moresco stavolta lavorerà lontano dall’Italia. “Il film non sarà girato in Italia, ma interamente prodotto in Ungheria”, recita la nota di Taic Funding. La decisione è il risultato di un’attenta verifica del piano di spesa e di un confronto con banche e fondi americani che finanziano il gruppo.
Perché l’Italia resta fuori: soldi e incertezze
L’investimento per il biopic di Giorgio Armani fa parte di un progetto più grande, che include altre produzioni internazionali previste tra il 2026 e il 2027. Solo pochi giorni fa, lo stesso consiglio aveva deciso di spostare all’estero anche “Bugatti – The Genius”, un film ancora più costoso, con un budget sopra i 200 milioni di dollari. Taic Funding spiega che la scelta di uscire dall’Italia nasce da un clima di crescente incertezza nella gestione e nelle regole del settore nazionale.
Iervolino: “Un paradosso che pesa sull’Italia”
Andrea Iervolino, produttore italo-canadese legato al cinema internazionale, esprime tutto il suo dispiacere: “Sono profondamente legato all’Italia e alla nostra identità”, dice in una nota. “Anche se sono italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerò a lavorare su progetti che raccontano le grandi icone del nostro Paese, spinto dall’amore per l’Italia”. Tuttavia, la realtà è dura: “In appena due settimane, l’Italia ha perso circa 335 milioni di dollari di investimenti cinematografici. È un paradosso: film che celebrano la cultura e l’identità italiana si fanno fuori dai confini, non per mancanza di passione o visione, ma per una crescente sfiducia nelle istituzioni e nella burocrazia”.
Il caso Armani: un campanello d’allarme per il cinema italiano
La notizia che il film su Giorgio Armani – uno dei simboli mondiali della moda – si girerà completamente in Ungheria ha acceso subito il dibattito nel settore. Alcuni produttori italiani, interpellati nel pomeriggio, hanno parlato di “occasione persa” e di “segnale preoccupante”. Non è solo una questione di soldi: portare all’estero storie profondamente italiane rischia di svuotare anche il tessuto culturale e creativo del Paese.
Il futuro delle produzioni straniere in Italia resta incerto
Fonti vicine a Taic Funding sottolineano che questa scelta potrebbe non essere un caso isolato. Il clima di incertezza su norme e tasse spinge altri produttori a cercare location alternative, zone che fino a poco tempo fa erano scelte senza dubbio, come Roma, Milano o Torino. Solo col tempo si vedrà davvero quanto peseranno queste decisioni sul futuro dell’industria cinematografica italiana.
Per ora, il set di Giorgio Armani si prepara a trasferirsi a Budapest. E mentre il mondo guarda a questa storia tutta italiana, resta aperta la domanda: quando – e se – l’Italia tornerà a essere la casa naturale dei suoi racconti più famosi?










