Roma, 29 gennaio 2026 – Dal 2 febbraio l’accesso alla Fontana di Trevi non sarà più gratuito per tutti. Il Campidoglio ha annunciato che ogni visitatore non residente dovrà pagare due euro per entrare nell’area intorno al celebre monumento. Dopo settimane di attesa, la decisione è ufficiale. L’obiettivo? Proteggere la fontana e tenere sotto controllo il flusso di turisti. Ma la novità ha già scatenato polemiche tra cittadini e chi lavora nel turismo.
Chi paga e chi no: la nuova regola
Il biglietto da due euro toccherà solo a chi arriva da fuori Roma e dalla Città Metropolitana. I residenti potranno invece entrare gratis, mostrando un documento. La tariffa sarà valida anche la prima domenica del mese, senza eccezioni. “Come anticipato il 19 dicembre, dal 2 febbraio serve il biglietto per entrare”, ha spiegato il Campidoglio in una nota. Insomma, una linea chiara tra chi vive la città e chi viene da fuori.
File e controlli: come si entrerà
Per evitare confusione, saranno impegnati 26 steward di Zetema, la società pubblica che si occuperà della gestione. Ci saranno due file: una per chi ha già comprato il biglietto online, l’altra per chi lo farà sul posto. La biglietteria fisica sarà in via della Stamperia, vicino alla piazza. Niente tornelli o barriere pesanti, ma operatori con lettori ottici controlleranno gli ingressi. Il sito fontanaditrevi.roma.it dovrebbe aprire a breve, anche se al momento appare ancora in aggiornamento.
La piazza cambia volto: recinzioni e lavori notturni
Per delimitare l’area a pagamento, il Comune monterà nuove recinzioni metalliche. Sono state disegnate insieme alla Sovrintendenza Capitolina e alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. I lavori partiranno di notte, così da non disturbare la vita della piazza. Le recinzioni riprenderanno le forme dei colonnotti in travertino e delle vecchie ringhiere ottocentesche. “L’installazione sarà reversibile”, ha assicurato il Comune: le piastre saranno fissate sui sanpietrini senza rovinare il pavimento in travertino.
Le reazioni: critiche e speranze
Il biglietto ha acceso un acceso dibattito tra chi lavora nel turismo. Secondo Assoturismo, la nuova tassa potrebbe portare un indotto di circa 6,5 milioni di euro all’anno. Ma l’associazione non nasconde i dubbi. Il presidente Vittorio Messina parla di “un approccio provinciale che trasforma in merce anche ciò che merce non è”. E aggiunge: “Se almeno quei soldi venissero spesi davvero per il turismo e si decidesse insieme alle categorie, potremmo anche accettarlo. Ma così sembra solo un bancomat da usare a piacimento”. Parole dure, che mostrano il malcontento di molti nel settore.
Addio al lancio delle monete nella vasca principale
Non solo il biglietto. Da due anni è vietato lanciare monete nella vasca principale della fontana. Chi vuole esprimere un desiderio deve rivolgersi alla piccola piscinetta sui gradini di fronte al monumento. Le monete raccolte vanno ancora alla Caritas, che le usa per aiutare chi è in difficoltà.
Fontana di Trevi, un nuovo capitolo
Questa novità segna un cambiamento importante nella gestione dei grandi monumenti di Roma. Da una parte c’è la necessità di proteggere un patrimonio fragile. Dall’altra, il rischio è che l’esperienza diventi meno spontanea e più regolata. Nei prossimi mesi vedremo se questa misura saprà conciliare tutela e accoglienza, oppure se – come temono in tanti – finirà per tenere lontano proprio chi ha sempre animato la piazza più fotografata della città.










