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Il futuro dell’energia: il CEO di Kuwait Petroleum Corp conferma il ruolo centrale del petrolio

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Il futuro dell'energia: il CEO di Kuwait Petroleum Corp conferma il ruolo centrale del petrolio
Il futuro dell'energia: il CEO di Kuwait Petroleum Corp conferma il ruolo centrale del petrolio
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Firenze, 29 gennaio 2026 – Il futuro del petrolio del Golfo resta un tema caldo per il settore energetico globale. Lo ha ribadito oggi lo sceicco Nawaf Saud Al-Sabah, vicepresidente e amministratore delegato di Kuwait Petroleum Corporation, intervenuto all’Annual Meeting 2026 di Baker Hughes. Di fronte a una platea di oltre 2.500 professionisti del settore, riuniti a Firenze, Al-Sabah ha sottolineato il ruolo chiave del greggio kuwaitiano nei prossimi decenni. Un petrolio che, grazie a costi di estrazione contenuti e a un’impronta di carbonio più leggera rispetto ad altri produttori, manterrà la sua importanza.

Il petrolio kuwaitiano: un pilastro anche nella transizione energetica

“Per decenni il nostro petrolio resterà il cuore pulsante dell’energia,” ha detto Al-Sabah dal palco della Stazione Leopolda, teatro della ventisettesima edizione dell’evento firmato Baker Hughes. Secondo lui, la posizione di Kuwait e degli altri Paesi del Golfo non perderà terreno, nemmeno con il passaggio verso fonti più pulite. “Sarà sempre il petrolio del Golfo a tenere banco,” ha spiegato, mettendo in luce come i costi bassi e l’impatto ambientale ridotto dei barili kuwaitiani siano un vantaggio competitivo.

Oggi la Kuwait Petroleum Corporation produce circa 2,5 milioni di barili al giorno, in linea con la quota fissata dall’Opec. La capacità effettiva, però, arriva a 3 milioni di barili al giorno. “Investiamo tra i 9 e i 10 miliardi di dollari l’anno nel settore upstream,” ha aggiunto Al-Sabah, “con l’obiettivo di portare la capacità a 4 milioni di barili al giorno entro il 2035”.

Investimenti e sicurezza: la strategia del Kuwait

L’aumento della capacità produttiva non significa però che tutto quel petrolio sarà messo subito sul mercato. “Quel milione di barili in più non deve essere prodotto subito,” ha chiarito il manager, “ma è fondamentale averlo pronto da usare quando serve.” Una mossa pensata per rafforzare la sicurezza energetica globale e dare stabilità ai mercati internazionali.

Al-Sabah ha poi evidenziato come avere riserve extra sia anche un elemento di peso sul piano politico ed economico per il Kuwait. “Ci vediamo soprattutto come custodi del progresso e della crescita economica,” ha detto, rimarcando il ruolo responsabile del paese nel panorama energetico mondiale.

Baker Hughes Annual Meeting: numeri e temi caldi

L’Annual Meeting 2026 di Baker Hughes si conferma un appuntamento di primo piano per il mondo dell’energia. L’edizione di quest’anno, aperta dal presidente e amministratore delegato Lorenzo Simonelli, ha portato a Firenze più di 2.500 addetti ai lavori da tutto il mondo. Al centro delle discussioni: la transizione energetica, le nuove tecnologie e le strategie per garantire forniture sicure in un quadro geopolitico sempre più complesso.

Simonelli ha sottolineato l’importanza di fare squadra tra industria, istituzioni e mondo della ricerca per affrontare le sfide della decarbonizzazione. “Il settore dell’energia sta cambiando profondamente,” ha detto il manager italiano, “e solo con investimenti mirati e confronto continuo si può pensare a un futuro che unisca crescita e sostenibilità.”

Il quadro internazionale e cosa aspettarsi

L’intervento dello sceicco Al-Sabah arriva in un momento delicato per i mercati energetici. Le tensioni in Medio Oriente e le incertezze sulla domanda globale hanno riportato sotto i riflettori la necessità di fonti affidabili. In questo scenario, il petrolio del Golfo resta una certezza per tanti paesi importatori.

Gli analisti a Firenze hanno osservato come la strategia del Kuwait – puntare su capacità flessibile e investimenti costanti – possa diventare un esempio per altri produttori. “La sicurezza energetica è una priorità,” ha detto un operatore europeo a margine dell’incontro, “e avere riserve pronte all’uso è qualcosa che nessuno può sottovalutare.”

Nei prossimi mesi si vedrà se le promesse di oggi si trasformeranno in fatti concreti. Nel frattempo, nei corridoi della Leopolda il messaggio è chiaro: il petrolio del Golfo continuerà a pesare, in un modo o nell’altro, sugli equilibri energetici mondiali.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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