Milano, 29 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale apre la giornata in leggero calo sulla piazza Ttf di Amsterdam, il punto di riferimento per il mercato europeo. Alle 9, i contratti future con scadenza a febbraio segnano un piccolo -0,1%, scendendo a 38,73 euro al megawattora. Un movimento minimo, che conferma però la fase di relativa stabilità che si sta vivendo da settimane.
Mercato europeo del gas: prudenza ai massimi livelli
Nelle sale operative di Amsterdam, la mattinata scorre senza scossoni. Gli operatori – collegati da Londra, Francoforte e Milano – guardano i monitor con cautela. “Al momento non ci sono segnali di tensione”, racconta un trader di una grande banca olandese, raggiunto poco dopo l’apertura. Il prezzo del gas resta così sotto la soglia psicologica dei 39 euro al megawattora, un livello che gli analisti tengono d’occhio dopo i picchi del 2022 e 2023.
Questo piccolo calo riflette un equilibrio ormai consolidato tra domanda e offerta. I dati di ENTSOG, il gestore della rete europea, mostrano che gli stoccaggi sono ancora al 75% della capacità, una quota che gli esperti definiscono “confortevole”.
Domanda stabile, clima più mite aiuta i prezzi
Anche il clima fa la sua parte. Temperature sopra la media, soprattutto in Germania e Francia, stanno riducendo la richiesta di riscaldamento. “Gennaio si chiude senza ondate di freddo significative”, spiega un meteorologo del DWD, l’istituto tedesco. Questo, unito all’abbondanza di gas liquefatto (GNL) arrivato soprattutto da Stati Uniti e Qatar, tiene sotto controllo i prezzi.
Non è tutto: le prime stime dell’agenzia europea ACER evidenziano una domanda industriale ancora debole rispetto ai livelli pre-crisi. Diverse aziende energivore – dalla chimica alla siderurgia – non hanno ancora ripreso a pieno ritmo, frenate dall’incertezza economica e dai costi ancora alti rispetto al periodo pre-pandemia.
Febbraio: si guarda alla stabilità, ma senza escludere sorprese
Per le prossime settimane, gli esperti prevedono qualche oscillazione, ma niente colpi di scena. “Il mercato si muove con prudenza”, spiega Marco Rinaldi, responsabile energia di una società di consulenza milanese. “Se il clima resterà mite e gli arrivi di GNL continueranno regolari, è probabile che il prezzo del gas rimanga sotto i 40 euro almeno fino a metà febbraio”.
Restano però dei nodi da sciogliere. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e nel Mar Rosso tengono alta l’attenzione. Un’interruzione nelle rotte di approvvigionamento potrebbe far schizzare i prezzi. Per ora, però, le forniture viaggiano regolari sia dai gasdotti norvegesi sia dai terminali GNL europei.
Bollette più leggere per famiglie e imprese
Per gli italiani, la situazione attuale si traduce in bollette meno salate rispetto ai picchi degli ultimi due anni. Secondo le simulazioni dell’ARERA, l’Autorità per l’energia, il costo medio per una famiglia tipo è ancora del 30% inferiore rispetto a gennaio 2023. “La fase più dura dell’emergenza sembra alle spalle”, conferma un portavoce di Altroconsumo.
Ma attenzione: la prudenza non è mai troppa. “Basta poco per cambiare rotta”, avverte Silvia Bianchi, analista indipendente. Un’ondata di gelo o una crisi internazionale potrebbero far risalire il prezzo del gas in pochi giorni.
Il futuro del gas tra transizione e incertezze
Nel medio termine, il settore guarda con attenzione alle mosse dell’Europa sulla transizione energetica. Ridurre la dipendenza dal gas russo – ancora centrale nelle strategie Ue – significa anche puntare sulle rinnovabili e migliorare gli stoccaggi. Intanto, oggi il mercato mostra un segnale di calma: il gas ad Amsterdam resta sotto i 39 euro al megawattora. Un respiro di sollievo, almeno per ora, per mercati e consumatori.










