Milano, 29 gennaio 2026 – L’euro apre in calo sui mercati valutari questa mattina, perdendo lo 0,44% rispetto al dollaro e lo 0,13% contro lo yen. Alle 9:15, la moneta unica europea si scambia a 1,1988 dollari e a 183,0500 yen, secondo i dati delle principali piattaforme di trading. Dietro questo movimento, gli analisti vedono le incertezze legate alle prossime mosse della Banca Centrale Europea e le tensioni internazionali che continuano a pesare sulle valute.
Euro in flessione, tensioni sul tavolo
La discesa dell’euro arriva in un clima di attesa per le decisioni della Banca Centrale Europea. Nei giorni scorsi, Christine Lagarde ha sottolineato la necessità di un atteggiamento “prudente” sulle politiche dei tassi. “Stiamo tenendo d’occhio l’andamento dell’inflazione e la crescita nell’area euro”, ha detto a Francoforte. Ma gli operatori restano cauti: i dati di ieri – in particolare la crescita del PIL tedesco nel quarto trimestre 2025, più debole del previsto – hanno acceso nuovi dubbi sulla tenuta della ripresa europea.
Dollaro e yen: chi ne approfitta
Dall’altra parte, il dollaro statunitense mostra una certa forza. Gli investitori sembrano premiare la stabilità dell’economia americana, sostenuta da dati positivi sull’occupazione e da una Federal Reserve che, per ora, non tocca i tassi. “Il biglietto verde resta un punto di riferimento in questa fase incerta”, spiega Marco Bianchi, analista valutario di Intesa Sanpaolo. Anche lo yen giapponese guadagna terreno sull’euro, favorito da una maggiore domanda di asset considerati sicuri in tempi di tensioni geopolitiche.
Mercati europei in lieve calo
La debolezza dell’euro si riflette anche nelle principali borse europee. A Piazza Affari, il FTSE MIB apre in calo dello 0,3%, con Francoforte e Parigi che seguono lo stesso trend. Gli operatori sottolineano come un euro più debole possa aiutare le esportazioni, ma allo stesso tempo far salire i costi delle importazioni di energia e materie prime. “Per molte aziende italiane il cambio euro-dollaro è fondamentale”, ha spiegato ieri sera Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. “Un euro debole può dare una mano all’export, ma incide sulle bollette e sui costi di produzione”.
Prossimi giorni: occhi puntati sui dati
Secondo gli esperti di Goldman Sachs, il calo dell’euro potrebbe continuare nei prossimi giorni, soprattutto se emergessero nuovi segnali di rallentamento economico nell’area euro. “Gli investitori aspettano con attenzione i dati sull’inflazione in arrivo venerdì”, si legge in una nota della banca americana. Solo allora si capirà se la BCE deciderà di cambiare rotta o manterrà la linea attuale.
Mercati nervosi, si naviga a vista
In questo clima, la parola d’ordine resta prudenza. Gli scambi sono vivaci ma segnati da una certa volatilità: molti preferiscono aspettare segnali più chiari prima di muoversi sul mercato valutario. “Il mercato è nervoso”, confida un trader della City di Londra, raggiunto telefonicamente alle 8:45. “Ogni dato può far cambiare tutto in pochi minuti”.
Insomma, la giornata si apre con l’euro sotto pressione, tra dubbi sulla crescita europea e attese per le mosse delle banche centrali. Un quadro che potrebbe cambiare in fretta – come sempre accade sui mercati – ma che per ora suggerisce cautela, sia agli investitori istituzionali che alle aziende che lavorano con l’estero.










