Sion, 28 gennaio 2026 – A pochi giorni dalla tragedia del Constellation di Crans-Montana, dove il 31 dicembre un incendio ha fatto 40 vittime e 116 feriti, emergono nuovi inquietanti dettagli. Una riunione tra i dipendenti dei locali dei coniugi Jacques e Jessica Moretti sarebbe stata organizzata il 7 gennaio, sollevando dubbi sulle modalità con cui la famiglia sta gestendo i rapporti con il personale coinvolto nell’inchiesta. A denunciarlo è stata l’avvocata Nina Fournier, che assiste alcune famiglie delle vittime, in una lettera inviata alla Procura generale di Sion.
Moretti accusati di pressioni sui testimoni
Nella missiva si legge che i coniugi Moretti – indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi, ma ancora liberi nel loro chalet a Lens – avrebbero contattato direttamente diversi dipendenti ed ex dipendenti dei locali di famiglia: il Constellation, il Senso e il Vieux Chalet. La riunione, stando alla denuncia, sarebbe avvenuta circa una settimana dopo la tragedia. “Ci è stato riferito che i Moretti hanno convocato questi dipendenti”, scrive Fournier, sottolineando come questo incontro possa essere visto come “un chiaro tentativo di influenzare le testimonianze di chi dovrà parlare nel processo”.
La lettera è arrivata ieri mattina negli uffici della procura di Sion, che ha subito inserito la segnalazione negli atti dell’indagine. Da fonti giudiziarie si apprende che gli investigatori stanno verificando la veridicità di queste informazioni e valutando se ci siano stati tentativi di interferire con il lavoro degli inquirenti.
Jessica Moretti nega tutto
Interrogata dagli investigatori, Jessica Moretti ha respinto le accuse. “Non abbiamo organizzato nessuna riunione. I dipendenti si sono incontrati da soli”, ha detto durante l’ultimo interrogatorio, svolto il 26 gennaio negli uffici della polizia cantonale di Sion. Parole confermate dal suo avvocato, che ha definito le accuse “infondati e strumentali”.
Fonti vicine alla difesa riferiscono che i Moretti hanno collaborato con la magistratura, rispondendo a tutte le domande e consegnando documenti relativi alle misure di sicurezza adottate nei locali. Nonostante ciò, la notizia di questa presunta riunione ha riacceso le tensioni tra le famiglie delle vittime, che chiedono “chiarezza e trasparenza” sul corso delle indagini.
La tragedia che ha scosso Crans-Montana
La notte del 31 dicembre, poco dopo le 23.30, un incendio è divampato all’interno del Constellation, trasformando la festa di Capodanno in un dramma senza precedenti per la comunità di Crans-Montana. Secondo le prime analisi della polizia scientifica, il fuoco si è diffuso rapidamente a causa dei materiali infiammabili usati nei rivestimenti interni e dalla mancanza di vie di fuga adeguate.
La procura di Sion sta cercando di ricostruire con precisione cosa è successo e di capire le responsabilità dei gestori. Finora sono state ascoltate decine di persone: dipendenti, clienti, soccorritori intervenuti quella notte.
Le famiglie chiedono giustizia
La denuncia dell’avvocata Fournier arriva in un clima di forte tensione tra i parenti delle vittime. “Abbiamo paura che qualcuno voglia condizionare le testimonianze”, ha detto una madre fuori dal tribunale di Sion. “Vogliamo solo sapere la verità, per i nostri figli”. La procura, pur senza rilasciare commenti ufficiali, ha assicurato che tutte le segnalazioni saranno esaminate con attenzione.
Nel frattempo, la comunità locale resta profondamente scossa. Nelle ultime settimane si sono susseguite veglie e raccolte fondi per aiutare i feriti e sostenere le famiglie colpite. Il sindaco di Crans-Montana, Philippe Besson, ha chiesto “rispetto per il dolore delle famiglie” e “massima trasparenza” nel lavoro degli inquirenti.
Cosa succederà adesso
Nei prossimi giorni sono previsti nuovi interrogatori e approfondimenti tecnici sui resti del locale. Gli investigatori vogliono capire se davvero qualcuno ha cercato di mettere pressione sui dipendenti chiamati a testimoniare. Solo allora la procura deciderà se prendere provvedimenti contro i Moretti o altre persone coinvolte.
La vicenda è tutt’altro che chiusa. Ma una cosa è chiara: la ricerca della verità sulla notte del Constellation è appena cominciata.










