Niscemi, 28 gennaio 2026 – La frana che da settimane sta colpendo la collina di Niscemi, nel cuore della provincia di Caltanissetta, tiene ancora con il fiato sospeso residenti e istituzioni. Sono già più di 1.500 le persone evacuate dalle loro case, giudicate troppo pericolose dopo i primi movimenti del terreno. Oggi arrivano i primi aiuti concreti per chi ha perso tutto: grazie al contributo di autonoma sistemazione (Cas), lo Stato garantirà fino a 900 euro al mese per famiglia, per un anno intero.
Soldi per gli sfollati: fino a 900 euro al mese
A fare il punto è stato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, che ha annunciato l’avvio della procedura per i fondi. Ogni famiglia riceverà 400 euro di base, più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 al mese. Il contributo riguarda tutte le famiglie colpite dall’ordinanza di sgombero firmata dal Comune. “La priorità è trovare una sistemazione dignitosa per chi ha dovuto lasciare casa”, ha spiegato Galvagno durante una riunione con i capigruppo dell’Ars. I primi pagamenti dovrebbero arrivare già entro questa settimana.
La collina non si ferma: “La frana è ancora in movimento”
La situazione, però, resta grave. Ieri mattina, durante un sopralluogo con gli esperti della Protezione civile e il professor Nicola Casagli, il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, ha confermato che la frana continua a muoversi. “Non è solo quello che si vede a occhio nudo”, ha detto dal centro operativo comunale di Niscemi. “Tutta la collina sta scivolando verso la piana di Gela. La frana è attiva e non possiamo escludere altri cedimenti nelle prossime ore”.
Case inagibili e rischio per i soccorritori
Le abitazioni più a rischio, quelle costruite proprio sul bordo della collina, sono ormai da considerare perse. “Le case sul coronamento della frana non potranno più essere abitate”, ha spiegato Ciciliano davanti ai tecnici e agli amministratori locali. “Serve una fascia di sicurezza molto ampia: anche i vigili del fuoco non potranno entrare per recuperare i beni personali”. Una decisione dura, ma necessaria per evitare ulteriori pericoli sia agli abitanti sia a chi sta lavorando per aiutare. Solo allora si potrà pensare a una possibile delocalizzazione definitiva delle famiglie.
La visita di Elly Schlein e la battaglia per più risorse
Nel pomeriggio è arrivata a Niscemi anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, reduce da un sopralluogo sulle coste colpite dal ciclone Harry. “Quello che è successo qui è una violenza brutale contro il territorio”, ha detto davanti al municipio, accolta dal sindaco Massimiliano Conti e da alcuni sfollati. Schlein ha chiesto al governo nazionale di aumentare i fondi per l’emergenza: “I danni stimati nelle tre regioni più colpite sono intorno a 2 miliardi di euro. I 100 milioni stanziati finora non bastano”, ha spiegato ai giornalisti.
Ha rilanciato poi una proposta già avanzata in Parlamento: “Perché non usare subito il miliardo destinato al Ponte sullo Stretto di Messina? Quel denaro è bloccato dalla Corte dei Conti e potrebbe essere subito messo a disposizione delle comunità colpite dalla frana e dal ciclone”. Una proposta che ha scatenato un acceso dibattito politico nelle ultime ore.
Tra i residenti cresce l’ansia: “Non sappiamo dove andare”
Nel frattempo, per le vie di Niscemi, l’aria è carica di tensione. Molte famiglie hanno trovato rifugio da parenti o in strutture messe a disposizione dal Comune, ma l’incertezza rimane. “Non sappiamo quando potremo tornare o se avremo mai più una casa qui”, racconta Maria Russo, 54 anni, sfollata con il marito e due figli piccoli. “Ci hanno detto che la zona è troppo pericolosa anche solo per recuperare qualche vestito”.
Il Comune ha aperto un punto informativo nella scuola media “Verga”, dove ogni giorno decine di persone si rivolgono per notizie e aiuto. I volontari della Protezione civile distribuiscono pasti caldi e coperte. Il sindaco Conti ha promesso: “Nessuno sarà lasciato solo. Stiamo facendo il massimo per garantire sicurezza e dignità alle famiglie colpite”.
Prossimi passi: controlli e sicurezza
Nei giorni a venire proseguiranno i controlli tecnici sulla collina e nelle zone a rischio. Gli esperti della Protezione civile, a livello nazionale e regionale, stanno studiando come stabilizzare il versante e fermare nuovi crolli. Solo dopo si potrà pensare a ricostruire o a trasferire definitivamente le famiglie rimaste senza casa.
Per ora, la priorità è aiutare gli sfollati e tenere d’occhio la frana. La comunità di Niscemi aspetta con ansia che la terra si fermi di muovere, per poter finalmente guardare avanti.










