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Camera approva ddl sul merito: Zangrillo invita a modernizzare la pubblica amministrazione

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Camera approva ddl sul merito: Zangrillo invita a modernizzare la pubblica amministrazione
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Roma, 28 gennaio 2026 – Nella serata di ieri, la Camera dei deputati ha dato il via libera al disegno di legge sulla valutazione della performance e lo sviluppo di carriera nella pubblica amministrazione, una proposta fortemente voluta dal ministro Paolo Zangrillo. Il testo è passato con 147 voti favorevoli e 90 contrari e, come ha sottolineato lo stesso ministro, segna “un passo importante verso la modernizzazione del settore pubblico”. L’obiettivo è chiaro: lasciare alle spalle la vecchia logica burocratica per puntare su risultati concreti e misurabili.

Performance sotto la lente: cosa cambia davvero

Al centro della riforma, ha spiegato Zangrillo a Montecitorio, c’è il cambio di passo nel modo di valutare la performance. Basta con scartoffie e scadenze da rispettare a tutti i costi. Ora si vuole premiare chi raggiunge obiettivi chiari e porta un contributo reale all’efficienza dei servizi per cittadini e imprese. “Vogliamo una pubblica amministrazione che spinga lo sviluppo, non che lo rallenti”, ha detto il ministro, mettendo in evidenza come la riforma sia pensata per valorizzare il merito e favorire la crescita di chi lavora bene.

Dirigenti e dipendenti: nuove regole sul tavolo

Il disegno di legge, ora al Senato, introduce criteri più chiari e trasparenti per valutare il lavoro di dirigenti e dipendenti pubblici. Le valutazioni saranno più legate ai risultati raggiunti e potranno influire sulle progressioni di carriera. Chi dimostrerà impegno e competenza potrà fare passi avanti più veloci, mentre chi non raggiunge gli obiettivi dovrà fare i conti con misure correttive o, nei casi più seri, con sanzioni.

Non si tratta solo di un discorso interno agli uffici. Il governo punta a migliorare la qualità dei servizi per i cittadini. “L’obiettivo finale – ha detto Zangrillo – è dare risposte più rapide ed efficaci alle esigenze di persone e imprese”. Un cambio di passo che, dicono dall’esecutivo, dovrebbe anche rafforzare la fiducia nelle istituzioni.

Le reazioni politiche e sindacali: tra consensi e dubbi

Il provvedimento ha raccolto il sostegno soprattutto della maggioranza. Le opposizioni, invece, hanno espresso qualche riserva. Dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle arrivano critiche sulla reale efficacia delle nuove misure. “Temiamo che si apra la porta a valutazioni troppo discrezionali”, ha detto in aula la deputata dem Chiara Braga. Più dura la posizione dei sindacati, che chiedono garanzie su trasparenza e tutela dei lavoratori più fragili. “Serve un confronto serio con le parti sociali”, ha ribadito Serena Sorrentino, segretaria della Funzione Pubblica Cgil.

Il cammino verso il Senato e i tempi che verranno

Ora il testo passa al Senato, dove non mancheranno ostacoli e possibili modifiche. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare emendamenti, soprattutto su come definire gli obiettivi e le regole per le premialità. Il governo punta a chiudere entro la primavera, per partire con l’attuazione già nel corso del 2026.

Negli uffici pubblici, intanto, si respira un mix di attesa e cautela. “Siamo pronti a metterci in gioco”, racconta un dirigente del Ministero dell’Economia incontrato a via XX Settembre subito dopo il voto. Ma non mancano dubbi: “Vedremo come si tradurranno queste norme nella pratica”.

Riforma in bilico: tra speranze e scetticismi

La riforma della valutazione della performance nella pubblica amministrazione si presenta come un passaggio cruciale per rendere più efficiente la macchina dello Stato. Resta però da capire se riuscirà davvero a cambiare la mentalità degli uffici pubblici o se rischia di diventare un’altra incombenza burocratica. Il dibattito è appena iniziato e proseguirà nelle prossime settimane, mentre il testo attende il giudizio decisivo di Palazzo Madama.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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