Roma, 27 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto oggi, a margine della cerimonia per il Giorno della Memoria alla Sinagoga Maggiore di Roma, alle domande dei giornalisti sulle polemiche nate attorno all’arrivo in Italia di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Tajani ha voluto fare chiarezza, dopo che nelle ultime ore l’opposizione aveva sollevato dubbi e proteste sulla presenza di personale straniero impegnato nella sicurezza dell’evento.
Tajani: “Non arrivano le SS, ma esperti antiterrorismo”
“O si sa di cosa si parla o si va a finire in una polemica emotiva”, ha detto Tajani, fermandosi con i cronisti poco dopo le 11. “Non sono quelli che stanno in strada a Minneapolis. Io sono stato il più duro in Italia su questo, ma non è che stanno arrivando le SS”. Un chiaro riferimento alle immagini forti e alle paure alimentate da alcuni esponenti dell’opposizione nelle ultime ore.
Il ministro ha poi aggiunto: “Il problema non è che arrivano quelli armati con la faccia coperta, vengono funzionari di un reparto speciale. Sono loro perché si occupano proprio di antiterrorismo”. Per Tajani, quindi, la presenza degli agenti ICE rientra in una normale collaborazione internazionale per garantire la sicurezza di un evento che attirerà gli occhi del mondo.
Sicurezza alle Olimpiadi: l’intesa con gli Stati Uniti
L’arrivo dei funzionari ICE in Italia per le Olimpiadi Milano-Cortina era stato annunciato nei giorni scorsi da fonti del Viminale. Si tratta, come confermato dal ministero dell’Interno, di una procedura già adottata per altri grandi eventi internazionali. Gli agenti statunitensi non avranno poteri operativi in Italia, ma offriranno consulenza e supporto tecnico alle forze dell’ordine locali.
La collaborazione tra Italia e Stati Uniti in materia di antiterrorismo è consolidata da anni. “Non c’è nessuna invasione di uomini armati”, ha spiegato una fonte della Questura di Milano. “Sono specialisti che lavoreranno a stretto contatto con la nostra intelligence e con la polizia italiana”. Il tema della sicurezza resta centrale: il Comitato organizzatore parla di oltre 1,5 milioni di visitatori attesi tra atleti, staff e pubblico.
Le proteste dell’opposizione e la risposta del governo
Nelle ultime ore, diversi esponenti dell’opposizione avevano espresso preoccupazione per la presenza di agenti stranieri sul territorio nazionale. “Non vogliamo vedere uomini armati di altri Paesi nelle nostre strade”, aveva detto ieri sera il deputato PD Andrea Orlando. Anche il Movimento 5 Stelle aveva chiesto chiarimenti al governo sul protocollo siglato con Washington.
Tajani ha risposto con decisione: “Io sono stato il più duro in Italia su questi temi”, ha ricordato ai cronisti. “Ma qui si tratta di garantire la sicurezza di un evento che coinvolge tutto il Paese. Non c’è nessuna militarizzazione”. Il ministro ha poi sottolineato come la collaborazione internazionale sia “una garanzia in più per tutti”.
Il quadro internazionale e le misure antiterrorismo
Le preoccupazioni sulla sicurezza delle Olimpiadi Invernali non sono una novità. Dopo gli attentati degli ultimi anni in Europa, il livello di allerta resta alto. Secondo fonti del Ministero dell’Interno, il piano antiterrorismo coinvolgerà oltre 10mila agenti italiani, tra polizia, carabinieri e forze speciali.
Gli Stati Uniti hanno offerto supporto tecnico e intelligence anche per i Giochi di Tokyo e Parigi. “Non è una novità”, spiega un funzionario della Farnesina. “La collaborazione serve a prevenire rischi e a scambiare informazioni sensibili”.
Un clima teso ma nessuna emergenza
A Milano e Cortina, nelle ultime settimane, si sono susseguiti incontri tra le autorità locali e le forze dell’ordine. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha chiesto “massima trasparenza” sulle misure adottate, mentre il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha parlato di “un’occasione per mostrare l’efficienza del sistema Italia”.
Questa mattina, in piazza San Babila, qualche passante si è fermato a commentare le notizie: “L’importante è che ci sia sicurezza, ma senza esagerare”, dice una signora sulla settantina, con sciarpa rossa e borsa della spesa. Il clima resta vigile, ma senza segnali di allarme concreto.
Per Tajani, la priorità è “la tutela dei cittadini e degli ospiti internazionali”. Tra polemiche politiche e rassicurazioni istituzionali, la macchina della sicurezza per Milano-Cortina continua a muoversi a pieno ritmo.










