Helsinki, 27 gennaio 2026 – Il Grande Nord si prepara a uno spettacolo da non perdere. Secondo gli esperti della NASA, quest’anno le aurore boreali saranno tra le più intense degli ultimi decenni. Tra febbraio e marzo, il cielo sopra Finlandia, Norvegia, Svezia e Islanda si accenderà di colori grazie a un periodo di alta attività magnetica solare. Le notti artiche, tra neve e silenzio interrotto solo dal vento, diventeranno il palcoscenico perfetto per queste magie luminose.
Aurore boreali, il grande show del 2026
La NASA annuncia che il ciclo solare toccherà il suo punto massimo proprio nei prossimi mesi. “Le probabilità di vedere aurore spettacolari sono molto alte quest’anno”, ha detto Mark Miesch, fisico spaziale, in un’intervista. Le famose luci polari, nate dall’incontro tra particelle solari e l’atmosfera terrestre, saranno più frequenti e brillanti, specialmente nelle zone oltre il Circolo Polare Artico. La Lapponia finlandese resta la meta più gettonata: lontano dalle luci artificiali, il cielo si tinge di verde, viola e rosso, attirando ogni inverno migliaia di visitatori.
Dove e come non perdere l’aurora
Per vedere le aurore al meglio, è fondamentale allontanarsi dalle città. “Serve buio totale e un cielo senza nuvole”, spiega Jari Lampinen, guida a Rovaniemi. Le notti senza luna sono le migliori, e oggi la tecnologia aiuta: ci sono app che indicano in tempo reale dove è più probabile avvistare l’aurora. Tra i posti più famosi ci sono Abisko e Kiruna in Svezia, la costa islandese, Tromsø e le isole Lofoten in Norvegia, e lo Yukon canadese. Ma la Finlandia resta una certezza: da Rovaniemi al lago Inari, fino a villaggi come Kilpisjärvi, l’aria limpida e l’assenza di luci artificiali rendono lo spettacolo ancora più nitido.
Dormire sotto l’aurora: igloo di vetro e comfort unici
Negli ultimi anni sono nate strutture pensate proprio per godersi l’aurora senza rinunciare al comfort. A pochi minuti da Rovaniemi, l’Apukka Resort offre cabine con tetti di vetro: si può ammirare il cielo direttamente dal letto. “Molti rimangono svegli tutta la notte per non perdere nemmeno un attimo”, racconta la direttrice. Sempre a Rovaniemi, vicino al Santa Claus Village, i Santa’s Igloos Arctic Circle propongono cabine con sauna privata e attività sulla neve.
A 40 chilometri dalla città, l’Aito Igloo & Spa Resort combina il relax delle terme con il silenzio della foresta. Sul lago Inari, il Wilderness Hotel Inari ha le Aurora Cabins, dove l’aurora si riflette sull’acqua. Nella Lapponia orientale, il Kuuru Lakeside offre suite in legno con pareti di vetro che si affacciano sul lago Keselmäjärvi. Più a sud, a Pyha, al Lucky Ranch si dorme in sacchi a pelo su pelli di renna: “Un’esperienza che rimane nel cuore”, dicono i viaggiatori.
Norvegia e Svezia, tra treni sotto le luci e glamping nella natura
Tromsø è la capitale norvegese dell’aurora boreale. Ma chi vuole qualcosa di diverso può provare il Northern Lights Train: parte da Narvik alle 19.45 e in tre ore arriva a Katterat, lungo la storica linea Ofoten. Il viaggio finisce con un falò nel silenzio artico, tra storie locali e bevande calde.
In Svezia, Abisko è famosa per il suo cielo limpido: si raggiunge la stazione panoramica Aurora Sky in funivia. Kiruna e la valle del fiume Torne sono altre mete molto gettonate. Tra le strutture più richieste ci sono il Treehotel di Harads e l’Aurora Safari Camp a Lassbyn: qui si dorme in tende Sami riscaldate o camere con soffitti di vetro. Sulla penisola vicino a Luleå, l’Ice & Light Village offre igloo moderni con sauna all’aperto.
Consigli per chi vuole partire
Se sognate di vedere l’aurora nel 2026, conviene muoversi in fretta. “Le prenotazioni sono aumentate molto”, avverte un responsabile del turismo finlandese. I prezzi per una cabina con vista variano tra i 150 e i 500 euro a notte. Molte strutture offrono anche safari con husky o motoslitte, oltre a rituali di sauna.
Per aggiornamenti su meteo e possibilità di avvistamento, i siti ufficiali come visitfinland.com/it, arctictrain.com e swedishlapland.com sono una bussola preziosa. Un viaggio nel Grande Nord resta sempre una sfida con la natura, ma quest’anno, assicurano gli scienziati, la posta in gioco è davvero alta.










