Roma, 27 gennaio 2026 – A poco più di una settimana dalla morte di Valentino Garavani, lo stilista che ha lasciato un segno indelebile nella moda italiana e nel mondo, si apre il capitolo delicato dell’eredità. Il testamento, custodito da tempo in uno studio notarile a Roma, dovrebbe essere aperto a giorni. In ballo ci sono ville storiche, conti bancari all’estero, una collezione d’arte e altri beni preziosi, ma anche un intreccio di legami e affetti che hanno accompagnato Valentino fino all’ultimo.
Eredità in vista: cinque nomi sul tavolo
Secondo il Corriere della Sera, nel testamento ci sarebbero almeno cinque beneficiari. In cima alla lista c’è Vernon Bruce Hoeksema, 68 anni, compagno e designer che ha lavorato a stretto contatto con Valentino negli ultimi decenni. Accanto a lui, Giancarlo Giammetti, 83 anni, ex compagno e socio storico della maison, figura chiave nella vita e nella carriera dello stilista. Poi c’è Piero Villani, 77 anni, nipote e figlio di Wanda, sorella di Valentino scomparsa nel 1997. Tra i nomi spuntano anche Carlos Souza, amico di lunga data, e i suoi figli Sean e Anthony, entrambi quarantenni. Infine, la Fondazione Valentino-Giammetti, che si occupa di progetti culturali e filantropici, e il pronipote Oscar Garavani.
Il testamento dovrebbe spiegare come verranno divisi conti correnti, immobili, opere d’arte e altri beni. Ma parlare di cifre miliardarie sarebbe esagerato: “Valentino aveva un patrimonio importante – dice una fonte vicina alla famiglia – ma non riceveva più dividendi dall’azienda dopo la vendita della maison”.
Ville, castelli e conti esteri: la geografia del patrimonio
Il primo nodo riguarda la liquidità. Risulterebbe un conto corrente intestato a Valentino presso la Coutts & Company di Londra, una banca privata molto nota per gestire grandi patrimoni. Tra i suoi clienti famosi c’era anche la regina Elisabetta II. Dopo aver venduto la maison nel 1998 per circa 260 milioni di euro, Valentino e Giammetti si erano trasferiti a Londra, nel quartiere di Kensington. Solo dopo dieci anni lo stilista aveva scelto la Svizzera – lo chalet Gifferhorn a Gstaad – per poi tornare a vivere nella villa romana.
Gli immobili sono probabilmente il pezzo più grosso dell’eredità. La villa di Roma, con trenta stanze immerse nel verde, è iscritta a bilancio per 1,6 milioni di euro, una cifra che non riflette il vero valore di mercato. In Francia c’è il castello di Wideville, comprato nel 1995 per 80,7 milioni di franchi (circa 12 milioni di euro). A completare il quadro, una casa in Toscana e lo chalet in Svizzera.
Arte, yacht e società: un patrimonio che non si limita ai mattoni
Non solo case. La collezione d’arte di Valentino è divisa tra la residenza londinese di Holland Park e l’attico su Park Avenue a New York. Tra le proprietà c’è anche lo yacht TM Blue One, varato nel 1988: 46 metri di lunghezza, un valore stimato di 12,4 milioni di euro e costi di gestione che sfiorano il milione ogni anno. La società Seaboats si occupava delle spese ordinarie.
Dietro la gestione del patrimonio ci sono l’avvocato olandese Ronald Feijen e il nipote Piero Villani. In passato esisteva una holding in Lussemburgo, poi sciolta: un segno che la struttura finanziaria era pensata per proteggere la privacy e gestire investimenti in diverse giurisdizioni.
Testamento in arrivo, attesa e curiosità
Ora resta da vedere se Valentino ha cambiato qualcosa negli ultimi anni, se ha messo mano all’assetto del suo impero personale. “Valentino era molto attento ai dettagli – racconta un collaboratore di lunga data – non lasciava nulla al caso”. Da dove arrivano i soldi e dove vivono gli eredi potrebbero rallentare i tempi della successione.
Solo con l’apertura del testamento si capirà se le volontà dello stilista rispecchiano le aspettative di amici e parenti. Nel frattempo, tra Roma e Parigi, girano voci e indiscrezioni. Ma chi ha conosciuto Valentino ricorda soprattutto la sua cura maniacale per ogni cosa – anche quella privata – come per gli abiti che hanno fatto sognare generazioni.










