Milano, 27 gennaio 2026 – Venti luoghi simbolo della memoria italiana, sparsi tra borghi dimenticati e quartieri di città, riceveranno un aiuto economico per conservarli e valorizzarli. A annunciarlo è il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, che insieme a Intesa Sanpaolo ha scelto i progetti vincitori del bando legato alla XII edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”. La somma stanziata, 700mila euro in tutto, è la più alta mai raggiunta finora, con l’obiettivo di dare respiro a siti spesso poco conosciuti, a rischio di abbandono o dimenticanza.
Tra eremi nascosti, borghi e capolavori moderni
Dall’Eremo della Quisquina, nascosto nei boschi dei Monti Sicani in provincia di Agrigento, all’Asilo Sant’Elia di Como, gioiello razionalista firmato da Giuseppe Terragni nel 1937, la lista dei progetti premiati tocca undici regioni. C’è il borgo di Nidastore, il più a nord tra i castelli di Arcevia nelle Marche; c’è il piccolo Museo Filippa di Rimella in Alta Valsesia, con la sua collezione di oggetti che raccontano la vita in valle. Poi fontane antiche, chiese di paese, scorci di paesaggi che rischiano di sparire. “Sono luoghi che parlano di noi, della nostra storia e della memoria collettiva”, ha detto Marco Magnifico, presidente del Fai, durante la presentazione a Milano.
Un sostegno concreto per i territori
Dei 700mila euro totali, 520mila andranno ai progetti scelti tramite il bando. Per la prima volta, ogni singolo sito ha potuto chiedere fino a 50mila euro, una cifra che permette interventi più profondi. I restanti 180mila euro sono invece riservati ai tre primi classificati nel censimento nazionale: il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato (Asti), la Fontana Antica di Gallipoli (Lecce) e la Chiesa di San Giorgio a Tellaro, borgo ligure in provincia di La Spezia. “Abbiamo voluto rispondere davvero alle esigenze delle comunità”, ha sottolineato Elena Bianchi, responsabile del progetto per Intesa Sanpaolo.
Piccoli comuni e grandi città: la mappa della memoria
Diciotto dei venti progetti si trovano in piccoli comuni o frazioni, spesso in zone interne o montane, lontane dai soliti giri turistici. Gli altri riguardano quartieri periferici di grandi città. In ogni caso, le candidature sono nate dal basso: cittadini, associazioni locali, comitati che hanno segnalato i loro “luoghi del cuore” attraverso il censimento Fai. “Per molti di questi siti – racconta un volontario della Valsesia – questo contributo è l’unica vera possibilità di recupero”. Spesso è solo un primo passo, un “soccorso” che può far partire processi di sviluppo locale, attrarre nuovi fondi e rafforzare lo spirito di comunità.
Un impatto che va oltre la cultura
Oltre al valore culturale, l’iniziativa porta benefici anche sul piano sociale ed economico. Secondo il Fai, i contributi attiveranno altre risorse per oltre 820mila euro – più del 150% della somma iniziale – grazie al coinvolgimento di enti locali e privati. “La forza del progetto sta proprio nel saper muovere energie e competenze”, spiega Magnifico. Spesso sono nate reti di collaborazione tra associazioni, scuole e amministrazioni.
Un bilancio che cresce: 180 interventi dal 2003
Con questi venti nuovi interventi, salgono a 180 i progetti sostenuti dal 2003 grazie a “I Luoghi del Cuore”. Un percorso lungo più di vent’anni, che ha visto crescere la partecipazione della gente e l’attenzione per il patrimonio diffuso. Il prossimo censimento partirà a maggio 2026. Nel frattempo, nelle piccole comunità come nelle grandi città, si lavora per ridare vita e dignità a quei luoghi che raccontano – spesso in silenzio – la storia d’Italia.










