Monaco di Baviera, 27 gennaio 2026 – Il gruppo cinese Anta Sports ha messo le mani su una quota del 29% di Puma, comprandola dalla holding francese Pinault Artemis per 1,5 miliardi di euro (circa 1,8 miliardi di dollari). L’operazione, annunciata stamattina alla Borsa di Hong Kong, segna un cambio di passo che potrebbe rivoluzionare gli equilibri nel mondo dell’abbigliamento sportivo a livello globale.
Anta prende il controllo di Puma
Dalla nota diffusa agli investitori emerge che Anta ha acquisito poco più di 43 milioni di azioni Puma a 35 euro ciascuna. Dopo settimane di trattative in gran segreto, il gruppo cinese è diventato il primo azionista del marchio tedesco, sorpassando la quota detenuta finora dalla famiglia Pinault. La reazione dei mercati è stata positiva: il titolo Anta ha guadagnato quasi il 2% nella prima ora di contrattazioni a Hong Kong.
“Nell’acquisizione vediamo un’opportunità per rafforzare la presenza e la visibilità del marchio a livello globale”, si legge nel comunicato di Anta. Il gruppo ha anche promesso di mantenere “intatta l’identità e la tradizione di Puma”, puntando a “far emergere tutto il suo potenziale”.
Un affare da 1,5 miliardi: cosa c’è dietro
L’investimento da 1,5 miliardi di euro è uno dei più importanti degli ultimi anni nel settore europeo dell’abbigliamento sportivo. Il prezzo di 35 euro per azione riflette le oscillazioni recenti di Puma in Borsa, che negli ultimi mesi ha mostrato una certa instabilità. Fonti vicine alla trattativa raccontano che l’intesa è stata raggiunta solo all’ultimo, dopo un confronto diretto tra i vertici dei due gruppi.
Per Pinault Artemis, la holding guidata da François-Henri Pinault e storicamente legata al gruppo Kering, si tratta di una mossa strategica. “Abbiamo sempre creduto in Puma e continueremo a seguirla, anche se in una posizione diversa”, ha detto un portavoce francese. Al momento, non sono previsti cambiamenti immediati nella gestione del marchio tedesco.
Anta, la crescita continua
Nata nel 1991 a Jinjiang, nel Fujian, Anta Sports è oggi una realtà solida e in rapida espansione nel campo dell’abbigliamento sportivo. Negli ultimi anni ha puntato forte sull’estero, acquisendo marchi di rilievo come la finlandese Amer Sports nel 2019 per 5,2 miliardi di dollari. Nel suo portafoglio ci sono ora nomi come Wilson, Arc’teryx e Salomon, oltre ai diritti esclusivi per la Cina di brand internazionali come Fila e Descente.
L’ingresso in Puma si inserisce in questa strategia di crescita. “Vogliamo diventare uno dei leader mondiali del settore”, ha detto un dirigente Anta raggiunto al telefono. Il gruppo punta a creare sinergie tra i vari marchi, ma senza intaccare l’autonomia e la storia di ciascuno.
Mercati in fermento e reazioni
L’arrivo di Anta nel capitale di Puma non è passato inosservato agli analisti europei. Molti vedono in questa mossa la possibilità di spingere il marchio tedesco sui mercati asiatici, soprattutto in Cina, dove Anta ha una rete distributiva molto estesa. “Potrebbe essere un punto di svolta nel gioco globale”, ha commentato un analista di Société Générale a alanews.it.
In Germania, invece, si guarda alla novità con prudenza. Dalla sede di Herzogenaurach, vicino a Norimberga, nessun commento ufficiale è arrivato nelle ore successive all’annuncio. Secondo fonti interne, però, la proprietà Puma ha accolto con favore l’arrivo di nuovi investimenti per sostenere l’espansione internazionale.
Che cosa succederà adesso
Resta da vedere come andranno avanti i rapporti tra Anta e Puma nei prossimi mesi. La vera sfida sarà unire le forze senza snaturare l’anima dei due marchi. “Vogliamo mettere a valore le competenze di entrambi”, ha assicurato Anta nella nota. Toccherà al tempo dire se questa alleanza tra Cina e Germania cambierà davvero le regole del gioco nel mondo dello sportswear.










