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Tajani: la sottile linea tra arrestare e uccidere nell’era degli abusi all’Ice

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Tajani: la sottile linea tra arrestare e uccidere nell'era degli abusi all'Ice
Tajani: la sottile linea tra arrestare e uccidere nell'era degli abusi all'Ice
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Roma, 26 gennaio 2026 – Questa mattina, durante la trasmissione “Ping Pong” su Rai Radio1, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto sulle proteste scoppiate negli Stati Uniti dopo la morte di un cittadino americano ucciso da agenti dell’ICE. Tajani ha sottolineato la netta differenza tra “arrestare una persona armata e ucciderla”, definendo le immagini che stanno facendo il giro del mondo come “parlanti di abusi”. Una presa di posizione decisa, mentre a Washington la tensione resta altissima.

Tajani: “Le immagini parlano chiaro, si vede un abuso”

Rispondendo in diretta alla domanda della giornalista Annalisa Chirico, il ministro ha scelto parole semplici ma precise. “Le immagini parlano chiaro: c’è una bella differenza tra fermare una persona armata e spararle a morte”, ha detto Tajani, riferendosi al video – diffuso sui social e ripreso dai principali media americani – che mostra gli ultimi istanti di vita della vittima. Il fatto, accaduto due giorni fa a Houston, ha riacceso il dibattito sulla gestione delle operazioni di polizia negli Stati Uniti, soprattutto da parte dell’Immigration and Customs Enforcement.

Negli Stati Uniti scoppiano le proteste, la reazione del mondo

Dopo la diffusione del video, diverse città americane si sono riempite di manifestanti. A New York, davanti al consolato del Texas, si sono radunati attivisti per i diritti civili e cittadini comuni, chiedendo “giustizia e trasparenza”. Secondo Tajani, anche la Casa Bianca sarebbe consapevole della gravità della situazione: “Credo che a Washington abbiano ben chiaro cosa sta succedendo”, ha aggiunto il ministro citando fonti diplomatiche raccolte nelle ultime ore.

Cosa è successo davvero: la versione della polizia e quella della famiglia

Le prime ricostruzioni parlano di un controllo di routine. L’uomo, identificato come Michael Turner, 34 anni, sarebbe stato fermato e gli agenti dell’ICE avrebbero sparato dopo aver visto un’arma nella sua cintura. Ma la famiglia sostiene che Turner non ha mai puntato l’arma contro gli agenti. “Vogliamo sapere la verità su quello che è accaduto”, ha detto la sorella, Jessica Turner, ai microfoni della CNN. Intanto è partita un’inchiesta interna e i due agenti coinvolti sono stati sospesi in via cautelare.

L’Italia guarda e richiama il rispetto dei diritti umani

Il commento di Tajani arriva in un momento delicato per i rapporti tra Italia e Stati Uniti. Negli ultimi mesi, il governo italiano ha più volte sottolineato l’importanza di rispettare i diritti umani nelle operazioni di polizia, sia in casa che all’estero. “Non possiamo permettere che questi fatti vengano ignorati”, confida una fonte vicina alla Farnesina. La linea italiana, spiegano fonti diplomatiche, resta quella del dialogo e della collaborazione con Washington, ma senza mai perdere di vista una valutazione critica quando serve.

La Casa Bianca sotto i riflettori

Poche ore dopo la diffusione del video, la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha dichiarato che il presidente Joe Biden segue “con attenzione” la situazione. “Aspettiamo i risultati dell’indagine interna”, ha detto Jean-Pierre durante il briefing con la stampa. Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia americano ha promesso “massima trasparenza” su quanto accaduto.

Il caso Turner riapre il dibattito sull’uso della forza

La morte di Michael Turner riporta al centro del dibattito negli Stati Uniti l’uso della forza da parte della polizia. Secondo i dati di Mapping Police Violence, nel 2025 oltre 1.100 persone sono state uccise dalle forze dell’ordine americane. Numeri che continuano a provocare proteste e richieste di cambiamento. Tajani ha ribadito: “La sicurezza è un diritto, ma lo è anche la vita delle persone”. Un messaggio che molti osservatori esteri condividono.

Cosa succederà adesso: si attendono sviluppi dall’inchiesta

Nei prossimi giorni è previsto l’avanzamento dell’inchiesta federale sul caso Turner. La famiglia ha già annunciato l’intenzione di fare causa all’ICE. Intanto, da Roma a Washington, tutti tengono d’occhio gli sviluppi. Tajani ha chiuso il suo intervento con un appello chiaro: “Serve equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali”. Un messaggio che arriva forte in un momento pieno di tensioni e domande ancora senza risposta.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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