Milano, 26 gennaio 2026 – Il prezzo del gas ha iniziato la giornata in rialzo sulla piazza di Amsterdam, con un balzo del 6,6% che ha portato la quotazione a 42,50 euro al megawattora. Dietro questo movimento, gli operatori vedono il riflesso delle attese sulle condizioni climatiche per le prossime settimane e le persistenti tensioni geopolitiche che continuano a pesare sui mercati energetici europei.
Gas in ripresa a Amsterdam: +6,6% all’apertura
Alle 9 del mattino, con i primi scambi sul mercato TTF – il cuore del commercio europeo del gas naturale – è subito saltato all’occhio il rialzo delle quotazioni. Il prezzo di riferimento si è fermato a 42,50 euro/MWh, in netto aumento rispetto alla chiusura di ieri. “Il mercato reagisce in fretta alle ultime notizie internazionali”, ha commentato un analista di una nota società di trading milanese.
Freddo in arrivo e tensioni geopolitiche: cosa spinge il prezzo
Dietro la crescita, spiegano fonti del settore, ci sono due fattori principali. Da un lato, le previsioni meteo parlano di un possibile calo delle temperature in Europa centrale e nord nei prossimi giorni. “Se arrivano ondate di freddo più intense, la domanda di gas per il riscaldamento potrebbe schizzare”, dice un operatore della borsa energetica olandese.
Dall’altro, pesano le tensioni geopolitiche che tengono i mercati con il fiato sospeso da settimane. In particolare, l’instabilità nell’area del Mar Nero e le incertezze sulle forniture russe continuano a far scattare nervosismo tra gli investitori. “Ogni voce su possibili blocchi o rallentamenti nei flussi fa subito muovere i prezzi”, ammette un trader che segue da vicino i futures sul gas.
Prezzi in salita, famiglie e imprese sotto pressione
L’aumento del gas ad Amsterdam si riflette sulle bollette di casa e azienda anche in Italia. Secondo Arera, l’Autorità per energia, reti e ambiente, negli ultimi mesi la voce energia nelle fatture domestiche ha già visto variazioni importanti. “Ogni rialzo sui mercati internazionali finisce per pesare sul prezzo finale”, spiega un portavoce di Altroconsumo.
Le aziende che consumano molta energia, soprattutto chimica e siderurgia, tengono gli occhi ben aperti. “Anche un aumento del 5% può pesare molto sui costi di produzione”, confida il direttore finanziario di una grande acciaieria lombarda. Nonostante la volatilità, molti restano cauti: “Il mercato è ancora imprevedibile, ma non siamo ai livelli di allarme del 2022”, aggiunge.
Quale futuro per il prezzo del gas?
Gli esperti chiedono prudenza. “Molto dipenderà dal meteo e da cosa succede in Europa dell’Est”, spiega un analista contattato da alanews.it. Le stime più recenti dicono che, se le temperature resteranno nella media stagionale e non ci saranno nuovi problemi nelle forniture, i prezzi potrebbero stabilizzarsi intorno ai livelli attuali. Ma attenzione: il rischio di picchi improvvisi è sempre alto.
Nel frattempo, a Bruxelles si discute su come rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione Europea. “Diversificare le fonti resta una priorità”, ha ribadito ieri sera la commissaria europea all’Energia Kadri Simson, durante un incontro con i ministri degli Stati membri. Solo con passi concreti si potrà pensare a una vera stabilità dei prezzi sul lungo termine.
Settore in allerta: richieste di interventi urgenti
Nel frattempo, le associazioni di categoria chiedono risposte rapide per proteggere i consumatori più fragili. “Serve un fondo straordinario per aiutare le famiglie in difficoltà”, ha proposto il presidente di Federconsumatori, Michele Carrus. Anche Confindustria Energia ha chiesto al governo di tenere alta la guardia: “La competitività delle imprese passa anche dal controllo dei costi energetici”, ha ricordato il direttore generale Andrea Zaghi.
Il mercato resta quindi in tensione. Gli operatori seguono con attenzione le previsioni del tempo e le notizie dalla diplomazia, consapevoli che, come spesso succede, basta poco per cambiare ancora una volta le carte in tavola.










