Milano, 25 gennaio 2026 – Simone Bonino, 45 anni, ex guardia del corpo di Alberto Genovese, è morto questa mattina alle 5.30 in un incidente stradale avvenuto in corso Sempione, all’incrocio con via Emanuele Filiberto. Secondo i primi accertamenti della polizia locale, il sinistro sarebbe stato causato da un mezzo dell’Amsa, la società che si occupa della raccolta rifiuti a Milano, che non avrebbe dato la precedenza. Bonino, alla guida di una Bmw, è stato travolto e trascinato per diversi metri. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare.
Scontro mortale in corso Sempione: cosa è successo
L’incidente si è verificato poco prima dell’alba, quando la città era ancora avvolta nel buio e il traffico era quasi inesistente. Gli agenti intervenuti raccontano che il mezzo Amsa, proveniente dalla periferia, ha urtato la Bmw guidata da Bonino proprio all’incrocio con via Emanuele Filiberto. L’impatto è stato molto violento: l’auto dell’uomo è stata spinta in avanti, ha abbattuto un semaforo e alcuni segnali stradali, per poi finire contro un’altra vettura che sopraggiungeva dalla direzione opposta. In tutto, sono rimasti coinvolti tre veicoli.
I soccorritori del 118 sono arrivati nel giro di pochi minuti. Bonino è stato estratto dall’abitacolo in condizioni gravissime e portato d’urgenza al pronto soccorso del Fatebenefratelli. Ma le ferite erano troppo gravi: il decesso è stato dichiarato poco dopo l’arrivo in ospedale. Il conducente del mezzo Amsa è stato trasportato al San Carlo in codice giallo, mentre il terzo automobilista coinvolto non ha riportato ferite.
Polizia locale al lavoro: la posizione di Amsa
Sul luogo dell’incidente sono arrivati gli agenti della polizia locale di Milano, che hanno raccolto tutte le prove per ricostruire la dinamica. Le prime verifiche indicano che il mezzo Amsa non avrebbe rispettato la precedenza. Gli investigatori hanno ascoltato testimoni e acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’area.
Poche ore dopo lo schianto, Amsa ha diffuso una nota in cui esprime “profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista”. L’azienda ha aggiunto di essersi “immediatamente messa a disposizione delle autorità per fare chiarezza e aiutare a ricostruire l’accaduto”. Al momento non ci sono provvedimenti nei confronti del conducente del mezzo aziendale, ma le indagini continuano.
Chi era Simone Bonino: il legame con il caso Genovese
Simone Bonino era conosciuto a Milano anche per il suo passato come guardia del corpo di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per abusi e violenze nel superattico “Terrazza Sentimento” con vista su piazza Duomo. Dalle indagini degli ultimi anni è emerso che Bonino si occupava della sorveglianza nella residenza di Genovese ed era presente durante alcuni degli episodi denunciati dalle vittime.
Durante i processi, il suo nome è uscito più volte nelle testimonianze: “Faceva da guardia mentre Genovese era in camera da letto con le ragazze”, aveva raccontato una delle giovani ascoltate dai magistrati. Bonino non è mai stato indagato per quei fatti, ma la sua figura è rimasta legata alle vicende giudiziarie che hanno scosso la città.
Cordoglio e reazioni dopo la tragedia
La notizia della morte di Bonino si è diffusa in fretta tra conoscenti e nel quartiere dove abitava. Alcuni residenti della zona Sempione hanno raccontato di aver sentito il forte rumore dell’impatto poco dopo le cinque: “Un boato fortissimo, poi le sirene”, ha detto una donna che vive a pochi metri dall’incrocio. In mattinata, diversi passanti si sono fermati davanti ai resti delle auto e al semaforo abbattuto, commentando sottovoce l’accaduto.
La famiglia di Bonino è stata informata dalle autorità, ma non ha rilasciato dichiarazioni, chiedendo riservatezza in queste ore difficili. La polizia locale continua a lavorare per chiarire ogni dettaglio e capire eventuali responsabilità.
Milano sotto choc: sicurezza stradale ancora un nodo da sciogliere
Questo incidente riporta al centro del dibattito la sicurezza stradale a Milano, soprattutto nelle ore di prima mattina, quando i mezzi pesanti sono in strada per la raccolta dei rifiuti. Solo pochi mesi fa, sempre in zona Sempione, si era verificato un episodio simile. Il Comune ha annunciato controlli più severi sugli incroci più trafficati e sulle procedure delle aziende pubbliche.
Resta il dolore per una vita spezzata troppo presto e la domanda su come evitare tragedie simili. La città si interroga ancora sulle condizioni delle sue strade e sull’urgenza di garantire più sicurezza a chi si muove nelle ore più tranquille.










