Milano, 25 gennaio 2026 – “Possiamo fare di più se allarghiamo i nostri confini, andando a coprire spazi lasciati liberi”. Con questa frase, il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha chiuso ieri sera l’incontro milanese “Più libertà, più crescita”, lanciando un messaggio chiaro agli elettori e ai dirigenti del partito. Davanti a un auditorium pieno, poco dopo le 19, Tajani ha tracciato la strada per il futuro della formazione azzurra, sottolineando l’urgenza di “costruire una grande forza popolare, europeista e atlantica”. Un progetto che, nelle sue parole, va oltre il semplice ruolo nel centrodestra: “Non vogliamo essere il centro del centrodestra, ma il centro della politica del Paese”, ha spiegato dal palco.
Tajani: il centrodestra non basta più
Nel suo intervento, Tajani non ha risparmiato critiche al quadro politico attuale. “Il centrosinistra è morto, resta solo la sinistra”, ha affermato con decisione, scatenando qualche mormorio tra i presenti. Per il segretario di Forza Italia, la crisi di rappresentanza nel mondo moderato apre spazi che il suo partito può e deve conquistare. “Ci sono elettori rimasti smarriti”, ha aggiunto, “che aspettano una proposta seria e credibile”. Un chiaro riferimento a chi si sente deluso dal Partito Democratico e dalle altre forze centriste.
Allargare i confini, conquistare nuovi spazi
Il tema dell’allargamento dei confini è tornato più volte nel discorso di Tajani. “Dobbiamo occupare quegli spazi lasciati vuoti”, ha ribadito, sottolineando l’importanza di dialogare con mondi diversi: imprenditori, professionisti, giovani. Solo così, secondo lui, Forza Italia potrà rafforzare la sua presenza, sia a livello nazionale che sul territorio. “Serve una forza che sappia parlare a tutti”, ha detto a margine dell’incontro, rispondendo alle domande dei giornalisti. E ancora: “Non possiamo accontentarci di essere solo una parte della coalizione. Dobbiamo puntare a guidare il cambiamento”.
L’identità europeista e atlantica resta il cuore
Un passaggio importante del discorso è stato dedicato all’identità europeista e atlantica di Forza Italia. Tajani ha rivendicato la coerenza del partito su questi temi, ricordando le radici nella tradizione popolare europea. “Siamo l’unica forza che può garantire stabilità e credibilità in Europa”, ha detto, citando i legami con il Partito Popolare Europeo e le istituzioni comunitarie. Sul fronte internazionale, ha sottolineato il valore dell’alleanza con gli Stati Uniti e la difesa dei valori occidentali. “In un mondo instabile – ha confidato – serve una bussola chiara”.
Applausi e commenti in sala
L’intervento di Tajani è stato accolto da lunghi applausi nella sala di via Turati. Tra i presenti, molti volti noti del partito lombardo e diversi amministratori locali. A caldo, qualcuno ha commentato: “Serve coraggio per rilanciare il centro”, ha detto un consigliere comunale milanese. Altri hanno rimarcato la necessità di rinnovamento: “I giovani vanno coinvolti davvero”, ha aggiunto una militante storica. Il clima era quello delle grandi occasioni, tra speranze e qualche dubbio.
Verso le sfide elettorali
Guardando avanti, Tajani ha invitato i suoi a non abbassare la guardia in vista delle prossime sfide elettorali. “Il consenso si costruisce giorno dopo giorno”, ha ricordato durante un breve incontro con i coordinatori regionali. Sullo sfondo restano le incognite sulle alleanze e sulla tenuta della coalizione di centrodestra. Però, il segretario sembra puntare su una strategia in proprio: “Dobbiamo essere protagonisti”, ha ripetuto più volte.
Forza Italia cerca spazio e voce
La serata milanese ha segnato un passo avanti nella strategia di Forza Italia per riconquistare peso nel panorama politico italiano. Tra appelli all’unità e aperture verso mondi fuori dal perimetro tradizionale del partito, Tajani punta su una forza capace di parlare a un elettorato ampio e trasversale. Solo così – lascia intendere – si potrà tornare a contare davvero nelle scelte del Paese.










