Roma, 25 gennaio 2026 – Entro maggio, l’Italia dovrà recepire la direttiva europea “Case green” sulle prestazioni energetiche degli edifici. Una scadenza che, secondo gli esperti, richiederà un investimento di circa 85 miliardi di euro entro il 2030 solo per la riqualificazione energetica. È questo il dato che arriva dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e da Velux Italia, a pochi giorni dalla tavola rotonda del 29 gennaio a Roma. Qui, istituzioni, tecnici e scienziati si confronteranno su impatti e opportunità della nuova legge.
“Case green”, la sfida che cambia l’Italia
La direttiva va recepita entro il 29 maggio 2026 e impone una riduzione dei consumi energetici negli edifici residenziali del 16% entro il 2030, con un taglio che dovrà arrivare tra il 20% e il 22% entro il 2035. Per Sima e Velux Italia, serve un approccio a tutto tondo: non basta migliorare l’efficienza energetica, bisogna anche puntare sulla qualità degli spazi interni. “Serve una visione che consideri sia i consumi sia il benessere di chi vive gli ambienti”, ha detto Alessandro Miani, presidente di Sima, parlando di una vera rivoluzione per il settore immobiliare italiano.
Un’occasione da 280 miliardi per l’edilizia
La transizione verso le “Case green” porterà un giro d’affari complessivo stimato intorno ai 280 miliardi di euro, tra impatti diretti, indiretti e indotti. Un segnale chiaro della portata della sfida, ma anche delle opportunità per imprese, professionisti e famiglie. “Il mercato della riqualificazione energetica crescerà molto”, ha spiegato Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager di Velux Italia. Resta però il nodo dei costi: solo per la riqualificazione energetica sono necessari almeno 85 miliardi di investimenti pubblici e privati nei prossimi quattro anni.
Efficienza energetica e benessere: i dati che contano
Non si tratta solo di numeri. Gli esperti di Sima hanno sottolineato come la qualità degli ambienti interni influisca davvero sulla salute e sul benessere delle persone. “La scienza dice che migliorare la qualità dell’aria e la luce naturale negli edifici porta vantaggi sanitari, sociali ed economici”, ha spiegato Miani. In particolare, sfruttare bene la luce naturale può far risparmiare tra il 16% e il 20% di elettricità per l’illuminazione nelle case. Fondamentali anche le strategie passive per adattarsi al clima: schermature solari esterne, ventilazione naturale e materiali isolanti.
Le richieste al governo: più attenzione alla qualità della vita
Sul fronte delle regole, Sima e Velux Italia chiedono al governo di andare oltre i soli parametri energetici. Vogliono che la legge includa anche criteri precisi sulla qualità degli ambienti interni. “Bisogna inserire questi aspetti nelle leggi, nei capitolati e nelle certificazioni energetiche, con parametri chiari e misurabili”, ha detto Di Francesco. Tra le proposte, incentivi per chi realizza edifici con buona luce naturale, ventilazione efficace e schermature solari. Solo così, dicono gli esperti, si potrà davvero coniugare risparmio energetico e benessere.
La corsa al 29 maggio: incertezze e aspettative
Manca poco più di un trimestre alla scadenza fissata dall’Unione Europea. Il confronto è aperto: da una parte le imprese chiedono regole chiare e incentivi concreti; dall’altra, le associazioni ambientaliste spingono per obiettivi più ambiziosi. Intanto la tavola rotonda del 29 gennaio si prepara a essere un momento importante per fare il punto su costi, vantaggi e criticità della direttiva “Case green”. Un passaggio che, nelle intenzioni di chi organizza, dovrà aiutare a tracciare la strada per gli anni a venire.










