Torino, 25 gennaio 2026 – Una donna di 65 anni è stata trovata in fin di vita nella sua casa a Caselle Torinese nella notte tra giovedì e venerdì. Aveva ferite alla testa, provocate da una pistola sparachiodi. Stando ai carabinieri della compagnia di Venaria, a colpirla sarebbe stato il figlio, durante una lite familiare degenerata in violenza. L’uomo, secondo quanto ricostruito, ha chiamato lui stesso il 112 intorno alle tre del mattino.
Soccorsi in azione: corsa contro il tempo
Quando i sanitari del 118 sono arrivati in via Circonvallazione, a pochi passi dal centro di Caselle, la situazione era gravissima. La donna aveva diverse ferite al capo, compatibili con un’arma come la pistola sparachiodi. I soccorritori hanno subito iniziato le manovre di rianimazione in casa, mentre i carabinieri mettevano in sicurezza l’area. Dopo lunghi minuti, la donna è stata portata d’urgenza all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove è arrivata in codice rosso. Al momento, la prognosi resta riservata: il trauma cranico è molto serio e non permette ancora di fare previsioni.
Indagini in corso: tentato omicidio e altri scenari
Il figlio, un uomo di circa 35 anni, è stato portato in caserma per essere ascoltato. Gli investigatori lavorano sull’ipotesi di tentato omicidio, anche se non escludono altre piste. “Stiamo cercando di ricostruire con precisione quello che è successo”, ha detto un ufficiale dei carabinieri di Venaria. “Tutto sarebbe nato da una discussione in famiglia, poi degenerata”. I militari stanno sentendo anche i vicini e controllando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, per capire se ci siano stati movimenti strani nelle ore precedenti.
Una lite finita in tragedia
Dalle prime informazioni, la discussione tra madre e figlio è scoppiata poco prima delle tre di notte. Non è chiaro cosa abbia scatenato la lite. Alcuni vicini raccontano di aver sentito urla provenire dall’appartamento, ma nessuno immaginava potesse succedere qualcosa di così grave. “Abbiamo sentito rumori forti, poi più nulla”, ha detto una donna che abita sopra. Solo dopo la chiamata al 112, partita dallo stesso figlio, sono arrivati carabinieri e soccorsi. L’uomo non ha opposto resistenza.
La comunità sotto shock
A Caselle Torinese, paese di poco più di ventimila abitanti alle porte di Torino, la notizia si è sparsa in fretta nelle prime ore del mattino. Molti conoscevano madre e figlio: “Persone tranquille, mai create problemi”, racconta un commerciante della zona. Eppure, qualcosa si è spezzato quella notte. I carabinieri hanno transennato l’ingresso dell’abitazione per i rilievi della scientifica. All’interno hanno sequestrato diversi oggetti, tra cui la pistola sparachiodi usata nell’aggressione.
Attesa per sviluppi e chiarimenti
Nelle prossime ore saranno fondamentali i risultati degli accertamenti medici e le dichiarazioni del figlio, ancora sotto interrogatorio in caserma. Gli inquirenti vogliono capire se in famiglia ci fossero tensioni nascoste o segnali ignorati in passato. Al momento, spiegano dalla procura di Torino, “non risultano denunce né interventi delle forze dell’ordine in quella casa”. La comunità aspetta aggiornamenti sulle condizioni della donna e sulle responsabilità di quanto accaduto. Un dramma che si consuma tra le mura domestiche, lasciando dietro di sé molte domande senza risposta.










