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Usa: distruzione di un’imponente barca dei narcos nel Pacifico orientale, due vittime nel raid

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Usa: distruzione di un'imponente barca dei narcos nel Pacifico orientale, due vittime nel raid
Usa: distruzione di un'imponente barca dei narcos nel Pacifico orientale, due vittime nel raid
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Miami, 24 gennaio 2026 – Il Comando Sud degli Stati Uniti ha annunciato, con un comunicato pubblicato stamattina sulla piattaforma X, di aver messo a segno un’operazione militare contro una barca sospettata di traffico di droga nel Pacifico orientale. L’intervento, avvenuto in acque internazionali tra l’America Centrale e il Sudamerica, si è concluso con la morte di due persone. Questa azione fa parte della più ampia strategia americana per bloccare le rotte della droga dirette verso il Nord America.

Blitz nel Pacifico orientale: cosa è successo

Il Comando Sud spiega che la barca era stata localizzata grazie a una segnalazione dell’intelligence, che ne aveva seguito la rotta per ore. “La nave stava viaggiando su rotte note per il traffico di droga nel Pacifico orientale ed era coinvolta in attività illegali”, si legge nel comunicato. L’azione è scattata poco dopo le 3 del mattino, ora locale, quando una nave militare americana ha intercettato il mezzo sospetto a circa 200 miglia nautiche dalla costa dell’Ecuador.

Fonti militari, sentite da media locali, hanno chiarito che l’operazione è stata condotta “nel rispetto delle regole d’ingaggio”. L’apertura del fuoco è avvenuta dopo che l’equipaggio della barca aveva ignorato ripetuti ordini di fermarsi. Due uomini sono rimasti uccisi nello scontro, mentre un terzo è stato salvato ed è ora sotto custodia delle autorità statunitensi. Non sono stati resi noti i nomi né la nazionalità delle vittime.

Le rotte della droga sotto la lente USA

Il tratto di Pacifico orientale teatro dell’operazione è da anni uno dei principali passaggi per il traffico di cocaina e altre droghe prodotte in Colombia, Perù ed Ecuador. Secondo le Nazioni Unite, ogni anno passano su queste rotte oltre 500 tonnellate di stupefacenti dirette verso Messico e Stati Uniti. I cartelli usano imbarcazioni spesso veloci o piccoli sottomarini artigianali, cercando di sfuggire ai controlli nella vastità dell’oceano.

Il Comando Sud, con base a Miami, coordina le operazioni di sorveglianza e contrasto al narcotraffico in tutta l’area latinoamericana. Negli ultimi mesi, spiegano fonti militari, si è visto un aumento dei tentativi di traffico via mare, anche a causa della pressione delle autorità messicane sui confini terrestri. “La collaborazione con le marine della regione è decisiva”, ha sottolineato un portavoce del Pentagono.

Reazioni a caldo e domande aperte

L’operazione ha scatenato reazioni contrastanti nei Paesi coinvolti. A Quito, il ministero degli Esteri ecuadoriano ha chiesto chiarimenti sulla vicenda e sulla presenza militare straniera nelle acque internazionali vicino alla propria zona economica esclusiva. “Siamo in contatto con Washington per capire meglio cosa è successo”, ha detto una fonte governativa.

Negli Stati Uniti, invece, l’azione viene vista come un successo nella lotta alla droga. “Ogni carico bloccato è una vittoria contro le organizzazioni criminali che minacciano la sicurezza dei nostri cittadini”, ha dichiarato il generale Laura Richardson, comandante del Comando Sud. Ma alcune associazioni per i diritti umani chiedono più trasparenza sulle regole d’ingaggio usate in queste missioni.

Bilancio ancora aperto

Al momento non sono stati forniti dettagli sul carico a bordo né sulle esatte circostanze che hanno portato all’apertura del fuoco. Gli investigatori stanno esaminando i resti della barca per capire se trasportasse sostanze stupefacenti e per ricostruire la rete dei presunti narcotrafficanti.

Questo episodio riporta al centro del dibattito la crescente militarizzazione della lotta alla droga nel Pacifico e le possibili conseguenze sulla sicurezza regionale. Sarà nelle prossime settimane che si capirà l’effetto reale dell’operazione e le eventuali tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Paesi latinoamericani coinvolti.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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