Milano, 24 gennaio 2026 – È stato ritrovato ieri sera il pacco con le 14 pietre d’inciampo destinate a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, sparito da giorni. La vicenda, che aveva fatto saltare la cerimonia prevista per il 24 gennaio, si è finalmente sbloccata dopo ore di tensione e telefonate tra associazioni, corrieri e Comune. Il corriere incaricato ha garantito che il pacco arriverà “nel più breve tempo possibile”, come ha riferito la sezione locale dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti).
Pietre d’inciampo smarrite, cerimonia saltata
Tutto è iniziato giovedì 22 gennaio, quando la sezione Aned di Sesto San Giovanni-Monza ha denunciato la scomparsa del pacco. Le pietre, create dall’artista tedesco Gunter Demnig, erano attese per la posa in memoria delle vittime locali della deportazione nazista. “Al momento non abbiamo tracce del pacco e non sappiamo se e quando verrà ritrovato e consegnato”, aveva detto con amarezza il presidente della sezione, Alessandro Padovani. Questo ha costretto l’associazione a cancellare gli eventi previsti per il 24 gennaio, lasciando famiglie e cittadini nel dubbio.
Il pacco ritrovato all’ultimo momento
Solo ieri sera, dopo una giornata di ricerche tra magazzini e depositi, è arrivata la buona notizia: il pacco è stato rintracciato. “Abbiamo avuto conferma dal corriere – ha spiegato Padovani – che la spedizione è stata recuperata e sarà consegnata al più presto”. Anche se la cerimonia di questa mattina non si può più recuperare, è salvo l’appuntamento più atteso: quello del 7 febbraio. “La commemorazione del 7 febbraio si farà”, ha detto Padovani, sottolineando il sollievo di tutta la comunità.
Le pietre d’inciampo: memoria e nomi
Le nuove pietre d’inciampo ricordano quattordici cittadini di Sesto San Giovanni deportati o vittime delle persecuzioni naziste. I loro nomi sono incisi su piccoli blocchi di ottone che verranno incastonati davanti alle loro case: Menegatti Guglielmo Ersilio (via Stoppani 10), Marcenaro Raffaele (via Felice Cavallotti 218), Nanetti Palmiro (via Torino 30), Pasquini Giuseppe (viale Marelli 327), Sala Bruno (via Monte San Michele 141), Giannoni Gaspero (via Venezia 25), Mancin Antonio (via Breda 46), Celeste Bolognesi (via Breda 20, sostituzione pietra), Luciano Morganti (via Pascoli 13, sostituzione pietra), Toso Carlo (via Risorgimento 32), Dossena Pietro (via Rovani 291), Sironi Giuseppe (via Fratelli Bandiera 44), Pilloni Ettore (viale Gramsci 158) e Galli Teodoro (piazza Galli Teodoro 2). Ogni pietra racconta una storia, un indirizzo preciso, un ricordo che torna a farsi vivo nella vita di tutti i giorni.
La reazione della città
Il ritrovamento ha portato sollievo tra i familiari delle vittime e i volontari dell’Aned. “Siamo stati molto preoccupati – ha raccontato una volontaria storica – perché questa cerimonia è un momento importante per tutta Sesto ogni anno”. Anche il Comune si è detto soddisfatto per l’esito positivo. “Non era mai successo prima che si perdesse un pacco così delicato – ha ammesso un funzionario – Ora possiamo tornare a concentrarci sulla memoria”.
Un ricordo che si rinnova
La posa delle pietre d’inciampo a Sesto San Giovanni è diventata negli anni un appuntamento fisso per la città. Ogni pietra viene posata davanti alla casa dove la persona deportata abitava prima di essere arrestata o deportata. Un gesto semplice, ma che ha un peso enorme. “Non dobbiamo dimenticare”, ha ricordato Padovani, “e queste pietre ci aiutano a farlo ogni giorno”. La cerimonia del 7 febbraio, ora confermata, vedrà la partecipazione di scuole, associazioni e cittadini. Un modo per dare voce e volto a chi la storia aveva cercato di cancellare.
In attesa del pacco, la città si prepara a rinnovare il suo impegno nella memoria. E a restituire dignità ai nomi incisi nel bronzo delle sue strade.










