Reggio Calabria, 24 gennaio 2026 – Nel 2025 sono stati più di 28mila i visitatori che hanno varcato la soglia della necropoli ellenistica di Rhegion, nascosta nei piani bassi di Palazzo Piacentini. Numeri che confermano l’interesse crescente per uno dei siti archeologici più importanti della città. Proprio qui si è appena chiusa una nuova campagna di scavi guidata dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Scavi nella necropoli: cosa è emerso
I lavori, iniziati all’inizio dello scorso anno e proseguiti fino a dicembre, hanno riguardato alcune sepolture mai esplorate fin dalla scoperta del sito, risalente al 1932. Gli archeologi del museo, sotto la guida del direttore Fabrizio Sudano, hanno seguito un metodo preciso, documentando ogni fase con disegni e fotografie. “Questa campagna rappresenta un passo avanti nella cura e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico”, ha detto Sudano durante un incontro con la stampa.
Le nuove ricerche hanno svelato dettagli importanti sulle pratiche funerarie della Rhegion ellenistica. Gli esperti hanno trovato elementi che raccontano molto della vita quotidiana degli antichi abitanti della colonia greca. “Studiare queste tombe ci aiuta a capire meglio come vivevano e come onoravano i loro morti”, ha aggiunto Sudano, sottolineando il ruolo sempre più centrale del museo come luogo di ricerca, tutela e divulgazione.
Un sito aperto e frequentato
Il successo della necropoli non si misura solo dai dati scientifici. Nel 2025, grazie al progetto nazionale del Touring Club Italiano “Aperti per Voi”, il sito è stato aperto al pubblico quattro giorni alla settimana: mercoledì, venerdì, sabato e domenica. I volontari del Touring hanno accolto 28.353 visitatori, accompagnandoli e fornendo informazioni lungo il percorso. Tra scolaresche, turisti e cittadini, il flusso è stato costante, con tanti curiosi desiderosi di scoprire da vicino le tracce dell’antica Rhegion.
“Un grazie speciale va al Touring Club Italiano, alla sezione di Reggio Calabria, e ai volontari del progetto”, ha detto Sudano. “Senza il loro impegno quotidiano non sarebbe possibile mantenere aperto e fruibile questo straordinario patrimonio, rafforzando il legame tra museo e comunità”. Nei sotterranei di Palazzo Piacentini, tra luci soffuse e pannelli esplicativi, non è raro vedere gruppi intenti a fotografare dettagli delle tombe o a prendere appunti sulle pratiche funerarie illustrate dagli archeologi.
Valorizzare e proteggere: la sfida continua
La campagna di scavi appena conclusa fa parte di un progetto più ampio per far crescere la necropoli. Il nuovo rilievo generale dell’area, realizzato durante i lavori, sarà la base per futuri interventi e per creare nuovi percorsi didattici. “Solo con una ricerca continua possiamo conservare questi tesori e trasmetterli alle nuove generazioni”, ha spiegato uno dei responsabili scientifici del museo.
La necropoli ellenistica è uno dei pochi esempi in Italia di sito archeologico musealizzato all’interno di un edificio storico cittadino. Un caso unico che attira studiosi da tutta Europa e che, secondo il museo, potrebbe vedere un aumento dei visitatori già nel 2026. Nel frattempo, il personale è al lavoro per catalogare i nuovi reperti portati alla luce: piccoli oggetti in ceramica, resti ossei e frammenti di corredi funebri.
Un patrimonio che parla alla città
I numeri parlano chiaro: oltre 28mila ingressi in un anno confermano il ruolo centrale della necropoli nella vita culturale di Reggio Calabria. “C’è una curiosità crescente per la storia antica della città”, ha raccontato una guida volontaria all’uscita del percorso sotterraneo. “Molti visitatori restano colpiti dal contatto diretto con le tombe e dalle storie che custodiscono”.
In attesa dei prossimi appuntamenti, la necropoli ellenistica di Rhegion si conferma così non solo un luogo di ricerca, ma anche uno spazio vivo dove passato e presente si incontrano. Un patrimonio che continua a parlare alla città e ai suoi ospiti, giorno dopo giorno.









