Kiev, 24 gennaio 2026 – Nella notte la capitale ucraina è stata colpita da un nuovo attacco che ha lasciato una scia di danni e paura. Fonti locali, confermate dalla Ukrainska Pravda, parlano di almeno una persona morta e tre feriti gravi dopo il bombardamento con droni e missili balistici russi. L’assalto, scattato nelle prime ore del mattino, ha preso di mira almeno tre distretti di Kiev, con esplosioni che si sono sentite in tutta la città.
Notte di terrore: esplosioni e danni in più quartieri
Le sirene sono partite poco dopo le 2.30, quando i primi droni sono stati avvistati nel cielo sopra Kiev. In pochi minuti, una serie di forti esplosioni ha colpito i quartieri di Desnyanskyi e Holosiivskyi. Qui, le autorità parlano di diversi edifici non abitativi danneggiati. Nel distretto di Solomyanskyi, invece, un edificio per uffici di sei piani è stato colpito da un missile: le finestre sono andate in frantumi e i detriti sono caduti sulla strada sottostante.
“Abbiamo sentito un boato enorme, poi il vetro è esploso,” racconta Oksana, una residente della zona, raggiunta al telefono poco dopo l’attacco. “La gente si è precipitata nei rifugi, qualcuno piangeva.” Scene simili sono state segnalate anche nel distretto di Dnipro, dove un camion di carburante parcheggiato è stato colpito dai detriti e ha preso fuoco, illuminando la notte con una colonna di fumo visibile a chilometri.
Vittime e ospedali: il bilancio dopo l’attacco
Secondo Serhiy Tkachenko, capo dell’amministrazione militare di Kiev, due dei feriti sono stati portati d’urgenza all’ospedale del distretto di Holosiivskyi. “Le loro condizioni sono serie,” ha detto Tkachenko in una breve nota ai media locali. “Stiamo facendo il possibile per salvarli.” Un altro ferito è stato soccorso nel distretto di Darnytsia, dove una clinica privata ha subito danni dall’onda d’urto: finestre rotte e parte della facciata lesionata.
Per ora, il bilancio ufficiale conta una vittima certa e tre feriti gravi. Le autorità non escludono che il numero possa aumentare nelle prossime ore, mentre i soccorritori cercano tra le macerie. “La situazione resta difficile,” ha ammesso un funzionario della protezione civile ucraina, “ma i soccorsi sono intervenuti subito.”
Reazioni in città: tra rabbia e rassegnazione
Questa mattina a Kiev si respira un clima di rabbia e stanchezza. Nei quartieri colpiti, i residenti si sono radunati davanti agli edifici danneggiati, molti ancora in pigiama o avvolti in coperte. “Non ci abitueremo mai a tutto questo,” ha detto un uomo sulla cinquantina, mentre osservava i vigili del fuoco spegnere le ultime fiamme nel parcheggio del distretto Dnipro.
Le autorità hanno chiesto alla popolazione di restare calma e seguire le indicazioni della protezione civile. “Ogni attacco ci ricorda quanto la nostra sicurezza sia fragile,” ha detto il sindaco Vitaliy Klitschko in una nota diffusa alle 7 del mattino. “Ma Kiev resiste.”
Una città sotto assedio: l’escalation continua
L’attacco di stanotte arriva in un momento di tensione crescente tra Russia e Ucraina, con la capitale ormai da mesi nel mirino di raid aerei. Secondo il Ministero della Difesa ucraino, solo nell’ultimo mese sono stati contati oltre quaranta attacchi missilistici contro obiettivi civili e infrastrutture chiave nella zona di Kiev.
Le autorità hanno rinnovato la richiesta di sistemi di difesa aerea più efficaci ai paesi occidentali. “Abbiamo bisogno di protezione,” ha detto il ministro degli Interni Ihor Klymenko in una conferenza stampa d’emergenza. Nel frattempo, la popolazione resta in allerta: rifugi aperti, scuole chiuse in alcune zone e trasporti pubblici limitati fino a nuovo ordine.
Così si è aperta la giornata a Kiev, tra sirene che continuano a suonare e il rumore dei mezzi di soccorso che attraversano la città. Una routine che, purtroppo, per molti è diventata fin troppo familiare.










