Venezia, 24 gennaio 2026 – Quattro film in gara alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, tenutasi a settembre 2025, sono finiti nella lista delle nomination agli Oscar 2026, portando a casa in tutto quindici candidature. Un traguardo che, per molti addetti ai lavori, conferma il ruolo di primo piano del festival veneziano nel cinema mondiale.
Oscar 2026: Venezia si fa sentire con quattro titoli
Tra i film che hanno fatto parlare di sé al Lido e ora puntano alla statuetta più ambita c’è La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, già vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. Il film della regista tunisina, ispirato a una storia vera ambientata tra Gaza e Tel Aviv, ha ottenuto la candidatura come miglior film internazionale. “È un riconoscimento che va oltre il mio lavoro – ha detto Ben Hania dopo l’annuncio –. Racconta una sofferenza collettiva, una voce che non vuole essere dimenticata”.
Accanto a lei, altri tre film passati per Venezia hanno conquistato l’attenzione dell’Academy. Frankenstein di Guillermo del Toro guida la squadra con ben nove candidature, tra cui quella per il miglior film. Il regista messicano, già premio Oscar nel 2018 con La forma dell’acqua, ha riscritto il classico di Mary Shelley con un cast internazionale e una produzione che ha coinvolto anche l’Italia. “Venezia è stata la casa perfetta per questa storia – ha raccontato Del Toro ai giornalisti durante il festival –. Qui si sente ancora il mistero del cinema”.
Bugonia e The Smashing Machine: la corsa non si ferma
Non solo Del Toro. Anche Bugonia di Yorgos Lanthimos, regista greco noto per il suo stile unico, ha raccolto quattro nomination, tra cui quella per il miglior film. Girato tra Grecia e Puglia, il lungometraggio aveva già diviso la critica al debutto veneziano. “Non mi aspettavo tutto questo – ha ammesso Lanthimos –. Ogni film è un salto nel vuoto, ma qui ho sentito una libertà rara”.
Infine, una candidatura anche per The Smashing Machine di Benny Safdie, premiato a Venezia con il Leone d’Argento per la migliore regia. Il film racconta la storia di un lottatore di MMA negli Stati Uniti degli anni Novanta. “Un viaggio nella solitudine e nella rabbia”, aveva detto Safdie sul palco del Lido, ricevendo un lungo applauso nella sala Grande poco dopo le 22.
La Biennale: “Un risultato che ci riempie d’orgoglio”
La notizia delle nomination è arrivata nella sede della Biennale di Venezia poco dopo le 15 di ieri. In una nota ufficiale, l’istituzione ha espresso “vive congratulazioni a tutte le personalità e le produzioni nominate”, sottolineando come il festival resti “una piattaforma di lancio per il cinema d’autore e le nuove tendenze internazionali”.
Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra, ha commentato a caldo: “Quindici candidature sono un segnale forte. Dimostrano che la selezione della giuria veneziana rispecchia davvero la qualità e l’energia del cinema di oggi”. Barbera ha poi ricordato come negli ultimi anni diversi film passati dal Lido abbiano vinto agli Oscar, citando Nomadland e La forma dell’acqua.
Un ponte tra Italia e Hollywood
Il successo dei film visti a Venezia agli Oscar è motivo di orgoglio non solo per la Biennale, ma per tutto il cinema italiano. Molte produzioni hanno coinvolto professionisti locali, girato in location italiane e collaborato con società nazionali. “Siamo felici che il nostro lavoro venga riconosciuto anche oltreoceano”, ha detto Marta Donzelli, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.
Le nomination verranno votate nei prossimi giorni dai membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. La cerimonia si terrà il 2 marzo 2026 al Dolby Theatre di Los Angeles. Nel frattempo, a Venezia si respira già un clima di attesa: in molti sperano che almeno uno dei quattro film possa portare una statuetta anche sulle rive della laguna.
Per ora resta la soddisfazione di vedere, ancora una volta, la Mostra del Cinema di Venezia al centro della scena mondiale. Un ponte ideale tra Italia e Hollywood che, anno dopo anno, non smette di rafforzarsi.









