Milano, 24 gennaio 2026 – Il gruppo Caltagirone ha smentito con forza oggi, nel primo pomeriggio, le voci che giravano su alcuni siti web. Si parlava di una presunta trattativa con Intesa Sanpaolo per la vendita della sua quota in Generali. “Non c’è stato alcun contatto con Banca Intesa su questo tema. La notizia è del tutto infondata”, si legge nel comunicato ufficiale. La nota arriva dopo una mattinata agitata da indiscrezioni che avevano fatto scattare l’allarme sui mercati e acceso la curiosità degli operatori finanziari.
Caltagirone smentisce: nessuna trattativa con Intesa Sanpaolo
Le voci erano partite nella tarda serata di ieri, quando alcuni siti specializzati avevano ipotizzato un possibile cambio di assetto in Assicurazioni Generali. Si parlava di un gruppo guidato da Francesco Gaetano Caltagirone pronto a cedere la sua quota a Intesa Sanpaolo. La notizia, secondo fonti vicine alla questione, aveva già fatto muovere gli investitori e provocato qualche scossone sui titoli coinvolti nelle prime ore di contrattazione a Piazza Affari.
Il gruppo Caltagirone, che detiene circa il 6% del capitale di Generali, ha deciso di intervenire direttamente per mettere le cose in chiaro. “Non c’è alcuna trattativa in corso, né contatti formali o informali con Intesa”, ha detto un portavoce del gruppo romano, aggiungendo che “qualsiasi altra ricostruzione è priva di fondamento”.
Intesa Sanpaolo: niente accordi su Generali, focus sul bilancio
Anche Intesa Sanpaolo ha voluto mettere un punto sulla vicenda. Interpellata dall’ANSA, una fonte della banca ha spiegato che il prossimo consiglio di amministrazione, fissato per il 1° febbraio, ha all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio e del piano industriale 2026-2029. “Ogni altra voce è infondata”, ha ribadito la stessa fonte.
Nessun accenno, quindi, a operazioni straordinarie su Generali o a trattative con Caltagirone. Il gruppo guidato da Carlo Messina resta concentrato sugli obiettivi aziendali e sulla presentazione dei risultati annuali, attesa dagli analisti nelle prime settimane di febbraio.
Mercati in attesa, Generali e Intesa poco mossi
La smentita è arrivata mentre a Piazza Affari i titoli di Generali e Intesa Sanpaolo mostravano una certa instabilità. Alle 13:00, Generali segnava un piccolo rialzo (+0,3%), mentre Intesa si muoveva appena sopra la parità. Gli operatori hanno preso con cautela le dichiarazioni ufficiali, restando in attesa di sviluppi.
Negli ultimi mesi, la questione della governance e dei soci di Generali è tornata più volte al centro del dibattito finanziario. Il gruppo triestino, primo assicuratore italiano, ha tra i principali azionisti Mediobanca (con circa il 13%), Caltagirone e Delfin della famiglia Del Vecchio. Ogni mossa tra questi grandi soci viene seguita con attenzione dagli investitori.
Caltagirone in Generali: un azionista sempre più presente
Francesco Gaetano Caltagirone è entrato nel capitale di Generali nel 2007 e negli ultimi anni ha avuto un ruolo sempre più attivo nelle scelte della società. La sua quota, oggi poco sotto il 6%, lo mette tra gli azionisti più influenti dopo Mediobanca e Delfin. Negli ultimi consigli, Caltagirone ha spesso criticato le strategie del management guidato da Philippe Donnet.
Fonti finanziarie contattate da alanews.it spiegano che, al momento, non ci sono segnali concreti di un’uscita imminente del gruppo romano. “Non risultano dossier aperti su questo fronte”, dice un analista milanese che segue il settore assicurativo. Ma il tema resta caldo: ogni cambiamento tra i grandi soci potrebbe spostare gli equilibri interni e influenzare le strategie di Generali.
Generali sotto la lente: occhi puntati sul futuro
Per ora, sia Caltagirone che Intesa Sanpaolo hanno chiuso la porta a ogni trattativa. Ma il clima resta teso. Tutti guardano con attenzione ai movimenti nell’azionariato di Generali, soprattutto in vista delle prossime assemblee e della presentazione dei nuovi piani industriali.
“Il settore assicurativo italiano attraversa una fase delicata”, spiega un gestore di fondi lombardo. “Basta poco per far scattare speculazioni o alimentare aspettative”. Nei prossimi mesi capiremo se le smentite di oggi basteranno a spegnere le voci o se nuove indiscrezioni torneranno a circolare.









