Milano, 23 gennaio 2026 – Il gas naturale ha chiuso in calo oggi, mentre i mercati europei guardano con attenzione ai segnali di distensione geopolitica tra Russia e Ucraina. Ad Amsterdam, punto di riferimento per le contrattazioni del settore, il prezzo è sceso del 2,9%, fermandosi a 38,08 euro al megawattora. Un calo atteso dagli operatori, che racconta una fase di prudenza e attesa.
Gas naturale in discesa: cosa succede in Europa
Il mercato del gas europeo resta molto sensibile a ogni notizia che arriva dall’Est. Da settimane, le borse energetiche seguono ogni sviluppo del conflitto tra Russia e Ucraina, consapevoli che anche un singolo annuncio può far muovere i prezzi. “C’è più fiducia rispetto a qualche mese fa”, spiega un trader milanese che ha scelto di restare anonimo. “Non siamo fuori pericolo, ma la tensione sembra meno pesante”.
I prezzi registrati oggi ad Amsterdam – sulla piazza TTF, la più importante per il gas in Europa – confermano questa tendenza. Il valore di 38,08 euro al megawattora riporta i prezzi ai livelli di fine autunno, dopo settimane di alti e bassi legati alle incertezze politiche e al meteo.
Cosa dicono gli operatori e quali sono le prospettive
Gli addetti ai lavori, sentiti nel pomeriggio, spiegano che il calo di oggi è soprattutto frutto di una minore percezione del rischio immediato. “Siamo in una fase di consolidamento”, commenta Marco Bellini, analista di una società di trading energetico a Torino. “Il mercato si sta abituando alle nuove condizioni geopolitiche e alle previsioni di un clima più mite nelle prossime settimane”.
Secondo i dati Refinitiv, la domanda europea di gas resta stabile. Nel frattempo, le scorte nei principali hub – come Baumgarten in Austria e Zeebrugge in Belgio – sono sopra la media stagionale. Un elemento che aiuta a calmare i prezzi.
Geopolitica sotto la lente: Russia e Ucraina ancora in gioco
Nonostante un clima meno teso, la situazione tra Russia e Ucraina resta un’incognita per il mercato. Le trattative diplomatiche degli ultimi giorni hanno contribuito a ridurre un po’ le pressioni, ma gli esperti non si sbilanciano troppo. “Basta poco per cambiare rotta”, avverte Bellini. “Un’escalation improvvisa o nuove sanzioni possono riportare instabilità”.
Le forniture di gas russo verso l’Europa sono rimaste stabili negli ultimi giorni, secondo i dati di Gazprom e le verifiche delle autorità europee. Tuttavia, la dipendenza energetica dal gas russo continua a essere uno dei temi caldi del dibattito politico continentale.
Cosa cambia per famiglie e imprese
Il calo del prezzo ad Amsterdam si vede solo in parte sulle bollette di italiani e aziende. Arera, l’Autorità per l’energia, spiega che i prezzi al dettaglio sono ancora influenzati dai contratti a lungo termine firmati mesi fa, quando la tensione era più alta. “Ci vorrà tempo prima che i ribassi si traducano in risparmi reali”, avverte un portavoce.
Le associazioni dei consumatori mettono in guardia. “La situazione resta fragile”, dice Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ogni notizia dall’Est può cambiare tutto in poche ore”.
Che cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli analisti prevedono che il prezzo del gas naturale resti su questi livelli almeno fino a metà febbraio, a meno di nuovi shock geopolitici o ondate di freddo anomalo. Le previsioni meteo indicano temperature nella media su gran parte dell’Europa occidentale.
Insomma, il calo di oggi ad Amsterdam segna un momento di calma relativa sui mercati europei. Ma la prudenza resta d’obbligo: la crisi tra Russia e Ucraina è una variabile ancora difficile da leggere.










