Torino, 23 gennaio 2026 – Sono partite questa settimana, proprio nel cuore di Torino, le riprese del nuovo film “I figli della scimmia”, firmato dal regista Tommaso Landucci e scritto insieme a Damiano Femfert. Il set, che toccherà varie zone del centro, resterà attivo per circa cinque settimane, portando in città un cast che mescola volti noti e giovani promesse del cinema italiano.
Torino protagonista a ogni angolo
Il primo ciak è scattato lunedì mattina, poco dopo le 8, in una via laterale di Piazza Castello. La troupe – una quarantina di persone tra tecnici, attori e comparse – ha animato portici e caffè storici, attirando gli sguardi curiosi dei passanti. Riccardo Scamarcio, protagonista del film, è stato visto mentre si prendeva una pausa caffè insieme al regista. Nel cast ci sono anche Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Andrea Aggio, Tancredi Naldini, Cristina Odasso e Luigi Diberti. Le riprese toccheranno anche altri quartieri: la produzione ha confermato scene al Parco del Valentino e in alcune scuole della zona Crocetta.
Il territorio che spinge il cinema
“I figli della scimmia” è frutto della collaborazione tra Lungta Film, Mosaicon Film e Lebowski, con il sostegno di Rai Cinema. Il progetto ha avuto il supporto del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e del Fesr Piemonte 2021-2027 – Bando Piemonte Film Tv Fund. Un ruolo chiave lo gioca la Film Commission Torino Piemonte, da anni motore nel promuovere Torino come set ideale per produzioni italiane e straniere. “Torino si conferma ancora una volta un laboratorio creativo”, ha detto un portavoce della Film Commission, “capace di attirare registi e investimenti”.
Una sceneggiatura premiata e riconosciuta
La sceneggiatura de “I figli della scimmia” ha già collezionato premi importanti. Nel 2021 ha vinto il Premio Franco Solinas per la miglior sceneggiatura, uno dei riconoscimenti più ambiti per gli autori emergenti in Italia. Il progetto è stato selezionato all’Alpi Film Lab del TorinoFilmLab e al MIA – CoProduction & Pitching Forum 2023. Nel 2023 ha conquistato anche il Grand Prize al Jerusalem Sam Spiegel Film Lab, a conferma dell’interesse internazionale per questa storia firmata da Landucci e Femfert.
Una storia di famiglia, fragilità e desideri
Al centro della narrazione c’è Dario, padre di un bambino disabile a cui dedica tutte le sue energie. Il rapporto con il figlio adolescente del fratello diventa sempre più intenso: in quel legame Dario ritrova il figlio che non ha mai avuto, assumendo un ruolo paterno che non aveva mai vissuto fino in fondo. Un intreccio di speranze, limiti e fragilità che, secondo la sinossi diffusa dalla produzione, rischia di far vacillare l’equilibrio dell’intera famiglia. “È una storia che parla di cura e di confini”, ha detto Landucci durante una pausa sul set, “ma anche di quanto sia difficile accettare quello che non possiamo cambiare”.
Il conto alla rovescia verso il cinema
Le riprese dovrebbero chiudersi entro fine febbraio. Il film arriverà nelle sale italiane probabilmente in autunno 2026, distribuito da Rai Cinema. Nel frattempo, a Torino si respira un clima di attesa: passanti curiosi si fermano davanti ai cordoni del set, qualcuno si fa autografare una firma dagli attori tra una scena e l’altra. “Non capita spesso di vedere un film girare sotto casa”, racconta Marco, residente in via Lagrange, “speriamo che Torino continui a essere scelta per queste produzioni”.
“I figli della scimmia” si prepara così a diventare uno dei titoli italiani più attesi della prossima stagione, forte di una trama intensa e di un cast pronto a lasciare il segno.










