Casoria, 23 gennaio 2026 – Questa mattina, un palazzo in via Cavour, a Casoria, alle porte di Napoli, è crollato dopo essere stato evacuato per una perdita d’acqua, senza causare vittime. Il cedimento è avvenuto intorno alle 7. Lo stabile era già stato sgomberato ieri dai vigili del fuoco dopo l’allarme lanciato dai residenti, che avevano notato strani rumori e crepe sui muri. La decisione di far uscire una ventina di famiglie si è rivelata fondamentale: poche ore dopo, l’edificio è venuto giù.
La notte dell’allarme e l’arrivo dei soccorsi
Tutto è cominciato ieri sera, quando un giovane del palazzo, Domenico, si è accorto che la porta di casa non si chiudeva più come prima. “C’era qualcosa che non andava, sembrava che le pareti si muovessero”, ha raccontato ai soccorritori. Poco dopo, altri condomini hanno sentito boati e scricchiolii provenire dall’edificio. Qualcuno ha notato crepe che si allargavano sui muri, altri un forte odore di umido nelle scale.
A quel punto è stato chiamato un ingegnere per un controllo urgente. Il tecnico ha scoperto una grande infiltrazione d’acqua alla base del palazzo, probabilmente dovuta a una perdita nella condotta principale. L’acqua aveva già messo a rischio la stabilità delle fondamenta. I vigili del fuoco, arrivati poco dopo le 20, hanno deciso di sgomberare subito non solo quel palazzo, ma anche altri edifici vicini, per sicurezza.
Una notte fuori casa tra paura e incertezza
Per molti degli sfollati, la notte è stata lunga e piena di paura. Alcuni sono stati messi in un albergo della zona, altri hanno dormito in macchina o da parenti, soprattutto chi non aveva bambini o persone fragili in famiglia. “Abbiamo messo tutto quello che avevamo in quella casa”, ha detto una donna, trattenendo a fatica le lacrime davanti alle macerie. “Per la notte ci hanno mandato per strada. All’albergo potevamo andare solo se c’erano minori o persone malate”, ha aggiunto Roberto Maida, che viveva lì con moglie e figli.
Intorno alle 4 del mattino, alcuni testimoni hanno sentito nuovi scricchiolii provenire dall’edificio. Tre ore dopo è arrivato il crollo: un boato secco, nuvole di polvere e il palazzo che si è accasciato su sé stesso. “Solo allora abbiamo capito quanto siamo stati fortunati a non essere rientrati”, ha detto una donna che abitava al secondo piano.
La rabbia dei residenti e le accuse al Comune
Tra gli sfollati cresce la rabbia. Molti puntano il dito contro il Comune di Casoria, accusato di non aver ascoltato per tempo i segnali d’allarme lanciati negli anni. “Da tempo diciamo che qualcosa non va”, ha detto ancora Maida. “Abbiamo perso tutto quello per cui abbiamo lavorato una vita. Ora devono rimettere a posto le cose e restituirci le case”. Le mura rimaste in piedi continuano a sgretolarsi, e i vigili del fuoco stanno presidiano la zona per evitare altri pericoli.
Nel frattempo, sono stati sgomberati anche altri palazzi vicini, sempre per precauzione. Le verifiche sulla stabilità continueranno nei prossimi giorni. Tra chi ha perso la casa ci sono anche diversi animali domestici: alcuni cani sono stati salvati dai volontari della protezione civile e portati in strutture locali.
Cause del crollo e cosa succederà adesso
Secondo i primi rilievi dei tecnici, il crollo sarebbe stato causato da una perdita d’acqua nella condotta sotterranea, che ha eroso il terreno sotto le fondamenta. Le indagini andranno avanti per capire meglio le responsabilità e valutare la sicurezza degli altri palazzi della zona.
Il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, ha detto: “La sicurezza delle persone viene prima di tutto. Stiamo lavorando per trovare soluzioni abitative temporanee per tutte le famiglie coinvolte”. La comunità resta sotto choc: molti chiedono risposte rapide e chiarezza, per evitare che episodi simili possano tornare a succedere.










