Milano, 23 gennaio 2026 – Camfin ha annunciato oggi che non rinnoverà il patto parasociale su Pirelli con i partner cinesi di Sinochem. È la fine di una trattativa lunga settimane e segna un cambio importante nella gestione del gruppo italiano degli pneumatici. La holding guidata da Marco Tronchetti Provera ha spiegato, in una nota diffusa in mattinata, di aver “preso atto dell’impossibilità di trovare con Sinochem, in questa fase, soluzioni per adeguare la governance di Pirelli alle normative americane e continuare così a sviluppare la tecnologia cyber tyre”.
Cosa ha rotto il rapporto tra Camfin e Sinochem
La decisione di Camfin arriva in un momento delicato per il settore, sotto la spinta di regole più rigide dagli Stati Uniti. Il punto centrale è proprio la tecnologia cyber tyre: un sistema avanzato di sensori integrati negli pneumatici che permette di monitorare in tempo reale le condizioni di guida. Gli Stati Uniti, molto attenti alla sicurezza e alla protezione dei dati, hanno chiesto modifiche importanti nella struttura di governance di Pirelli per garantire l’accesso al mercato americano senza ostacoli.
Fonti vicine alla vicenda raccontano che i negoziati si sono bloccati proprio su questo tema. “Non siamo riusciti a trovare un’intesa”, ha detto un dirigente coinvolto nelle trattative. L’annuncio ufficiale è arrivato solo stamattina, ma la tensione era evidente già da giorni.
Cosa cambia per Pirelli
Il mancato rinnovo del patto parasociale sarà comunicato alle autorità del golden power, lo strumento che permette al governo italiano di intervenire nelle operazioni considerate strategiche per il Paese. Una procedura obbligata, spiegano fonti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nata per proteggere asset industriali sensibili.
Per Pirelli si apre ora una fase di incertezza. Il gruppo, che ha chiuso il 2025 con ricavi sopra i 6 miliardi di euro e una presenza consolidata in oltre 160 paesi, dovrà rivedere gli equilibri interni e pensare a nuove alleanze. “Siamo fiduciosi nelle capacità dell’azienda di continuare a innovare”, ha detto un portavoce nel primo pomeriggio, sottolineando come la tecnologia cyber tyre resti “un pilastro strategico” per gli anni a venire.
La reazione di mercato e degli esperti
La notizia ha avuto un impatto immediato anche in Borsa: il titolo Pirelli, dopo un’apertura incerta, ha perso l’1,8% nelle prime ore di scambi a Piazza Affari. Gli analisti di Equita Sim hanno osservato che “la fine del patto parasociale porta volatilità nella governance”, ma hanno sottolineato che “la solidità industriale del gruppo resta solida”.
A livello internazionale, alcuni esperti vedono in questa vicenda un esempio delle difficoltà crescenti nelle joint venture tra aziende europee e partner cinesi, soprattutto nei settori ad alta tecnologia. “Le norme americane stanno pesando sempre di più”, ha spiegato un consulente legale esperto di operazioni internazionali.
Cosa succederà adesso
Nelle prossime settimane l’attenzione sarà puntata sulle mosse del governo italiano e sulle contromosse dei soci cinesi. Secondo indiscrezioni raccolte tra gli addetti ai lavori, Sinochem sta valutando se mantenere la quota in Pirelli o ridurre gradualmente la sua presenza. Camfin, invece, non esclude di rafforzare la sua posizione o di cercare nuovi partner industriali.
Il dossier sarà seguito con attenzione anche dagli uffici del Tesoro e dalla Presidenza del Consiglio. “La tutela della filiera automotive resta una priorità”, ha ribadito una fonte governativa nel tardo pomeriggio. Solo allora si capirà se la rottura tra Camfin e Sinochem sarà un punto di svolta o l’inizio di una nuova fase per uno dei simboli storici dell’industria italiana.










